Dopo aver incontrato la figura di Takashi Paolo Nagai, padre Paul Glynn, sacerdote marista australiano che per anni ha lavorato per la riconciliazione tra i grandi nemici del pacifico Giappone e Australia, non poté fare a meno di scrivere un libro sulla sua vita. Medico pioniere della ricerca sull’utilizzo dei raggi x in medicina, fu vittima insieme a centinaia di migliaia di persone della bomba atomica sganciata sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945, tre giorni dopo l’inferno di Hiroshima.

Uomo di scienza, agnostico e razionalista, Nagai incontra la fede attraverso la lettura di Pascal e la famiglia della futura moglie, discendente dalla piccola e antica comunità cristiana di Nagasaki sopravvissuta agli stermini di massa delle autorità imperiali giapponesi in cui avevano perso la vita, tra gli altri, san Paolo Miki e compagni. Chiede il Battesimo e diventa cattolico, riuscendo a cogliere i segni del Dio appena incontrato nella millenaria tradizione religiosa giapponese, in una sintesi dal sapore di un autentico dialogo interreligioso.

La cosa che stupisce di più l’Autore, come scrive nell’Introduzione, è che “il dottor Nagai avrebbe potuto odiare gli americani, che con la loro bomba avevano distrutto tutto quanto aveva di più caro, soprattutto la sua sposa Midori, che era la sua ispirazione. Invece Nagai semplicemente non permise all’odio e alla vendetta di prendere possesso della sua vita. Visse il Vangelo di Gesù con il suo messaggio di pace e riconciliazione”. Una riconciliazione che canta con la sua vita segnata dalla sofferenza, in primo luogo per le conseguenze dell’esposizione ai raggi gamma per le sue ricerche, peggiorate a causa dell’esposizione alle radiazioni a seguito della bomba atomica. Continua l’Autore nella sua Introduzione: “Egli scrisse centinaia di migliaia di parole per la pace. Quando la malattia causata dalle radiazioni lo consumò completamente, prese il pennello e scrisse le sue ultime parole: Heiwa-wo, “Sia la pace”. Una vita spesa perché i giapponesi non perdessero tempo alla ricerca della vendetta, ma fossero protagonisti di processi di pace.

La figura di Takashi Paolo Nagai è tanto profonda quanto sconosciuta (anche se la sua piccola capanna fu visitata da autorità e personalità famose da tutto il mondo e Pio XII gli inviò una corona del Rosario con la quale pregò per tutta la vita). Il merito di Glynn è di averla portata oltre i confini del Giappone, affinché possa essere un esempio di fede vissuta, di sofferenza con un senso, di amore verso il prossimo che valica i limiti umani. Una lettura da non perdere, un libro intenso e necessario, soprattutto in questi tempi di rapporti internazionali tesi e dettati dagli interessi dei singoli Stati. Un tuffo in un Giappone sconosciuto e affascinante, che ha trovato nella vita del “medico che guariva i cuori” il vero significato della rinascita e della ricostruzione nella pace.

Andrea Andolfatto

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