La Torino-Lione é tornata da giorni  al centro del dibattito politico. Sulla realizzazione dell’opera emergono divisioni all’interno della maggioranza giallo-verde (Cinque Stelle – Lega) al Governo del Paese. Sui media se ne sono lette e sentite di tutti i colori.

Nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 3o luglio, è uscita allo scoperto anche Telt, la società mista italo francese, “promotore pubblico binazionale incaricato di realizzare e gestire la sezione transfrontaliera della Torino-Lione” che ha reso pubbliche alcune precisazioni che riportiamo  di seguito

L’attuale progetto è del 2011 ed è radicalmente diverso da quello contestato nel 2005. Il progetto è realizzato secondo gli standard più moderni che sono applicati in questo momento anche nelle altre sei opere gemelle, da poco ultimate o in corso di costruzione lungo l’arco alpino: Lötschberg, Gottardo, Brennero, Ceneri, Semmering e Koralm.

I lavori in corso rispettano costi e tempi del Grant Agreement sottoscritto nel 2015 dai due Stati con l’Europa, che finanzia l’opera al 40%. Sono stati scavati 24 km di gallerie, impiegando ad oggi 800 persone, e sono state contrattualizzate il 21% delle opere.

Ogni atto del progetto è stato sottoposto ai controlli ambientali: 5 Valutazioni di impatto (VIA), 10 Conferenze dei servizi nazionali e regionali;

Si attuano le procedure previste dalle leggi francesi, attraverso la Dichiarazioni di pubblica utilità (DUP), rinnovata dal Consiglio di Stato nel 2018, e italiane con 8 deliberazioni CIPE.

Nessuna opera è stata sottoposta a così approfondite analisi costi-benefici: 7 valutazioni socio-economiche (tutte con risultati positivi), realizzate negli anni da diversi soggetti internazionali (PricewaterhouseCoopers, Ernst & Young Europe and Consultrans, Nestar, ECORYS Nederland BV, COWI, ECN, EGIS Mobilité, ISIS, NESTEAR, SDG, Università Bocconi), di cui due commissionate direttamente dalla UE.

Il progetto è stato oggetto di 14 ricorsi amministrativi, tutti risolti in favore dell’opera

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