Splende ormai da trent’anni, la “Stellina“. Gara mitica, internazionale, di corsa in montagna, che si disputa sui sentieri partigiani alle pendici del Rocciamelone, luoghi resi famosi dai ribelli comandati da Aldo Laghi, nome di battaglia di Giulio Bolaffi. Se la gara spegne la sua 30ma candelina il merito è certamente di qualcuno. Si tratta di una scommessa vinta da un piccolo gruppo di entusiasti organizzatori, supportati dalla magnanimità del main sponsor Alberto Bolaffi, figlio del comandante partigiano, e ispirati e spinti dall’indimenticabile Adriano Aschieris, fondatore, nonché a lungo presidente dell’Atletica Susa e, in ultimo, della Fidal regionale, scomparso prematuramente lo scorso anno.

Ma come dimenticare don Gian Piero Piardi, il cappellano dell’evento ed anche presidente del comitato organizzatore per un certo periodo (ruolo oggi ricoperto dal grandissimo Livio Berruti, campione olimpionico di Roma 60, presente domenica pomeriggio alla premiazione svoltasi nel salone Pro Susa), ed il giornalista Rai Mario Pisano, l’amico che ha saputo dare un’incredibile visibilità a questa gara ed a tanti altri sport cosiddetti minori?

Articolo completo su La Valsusa del 30 agosto.

Giorgio Brezzo

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