Una campionessa tra gli ex allievi dell’Istituto Pacchiotti. La Fondazione, attraverso la sua vicepresidente Concetta Zurzolo, ha voluto onorarla ricevendola alla vigilia della sua partenza per un’importante competizione europea in Ungheria, che si è poi rivelata gravida di soddisfazioni. Debora Gallo, classe 1990, giavenese, ha conquistato un posto di tutto riguardo sulla scena del Carribbean Show dance, con una stabile presenza nella Nazionale della Federazione Italiana Danza Sportiva (Fids).

Dopo l’argento agli Europei 2017 a Saint-Romain-en-Gal, lo scorso 15 luglio è arrivato il trionfo ai Campionati Italiani (singolo femminile) di Rimini. Proprio per festeggiare questo importante traguardo, la Fondazione Pacchiotti l’aveva convocata prima della partenza verso la terra ungherese. In questa competizione, l’International Dance Cup Wadf, quella di cui faceva parte, Debora era l’unica rappresentanza italiana.

Nelle varie esibizioni, singoli e in coppia, oltre agli show di latino e caraibico, ha ottenuto un bottino di tutto riguardo: 5 ori, 3 argenti, 1 bronzo e due altri significativi piazzamenti (un quarto e un quinto posto). “Ho iniziato a ballare latino a 11 anni e sono passato al Carribbean circa quattro anni fa. – ci racconta – E’ stato un crescendo di risultati: agli italiani di quattro anni fa giunsi nona, a quello successiva il settimo e lo scorso anno sono salita la prima volta sul podio, conquistando il bronzo. Nelle performance cerco sempre di far passare dei messaggi significati, fatto possibile grazie al fatto che questa disciplina lascia ampi spazi all’espressività. Ho vinto proponendo il tema del terrorismo, in passato invece ho dato corpo a esibizione in tema di discriminazione di genere e altre importanti questioni”.

All’impegno diretto, così coronando il suo sogno di trasmettere la passione della danza, affianca quello di insegnante, a Torino in zona Mirafiori, presso la “Locura Dance Project”, che ha avviato con il socio Luca Monteverde. “Ci è sembrato significativo – commenta Concetta Zurzolo, che in Fondazione si occupa in modo particolare di associazionismo, progetti sociali e giovani – riconoscere e valorizzare l’impegno e i traguardi di Debora, che ha avuto una parte della sua formazione umana e culturale nella scuola media per tanti anni presente in Fondazione, prima con i Fratelli delle Scuole Cristiane e poi grazie alla cooperativa. Il nostro è uno spazio di comunità, e la comunità deve trovare orgoglio e speranza nei suoi giovani. La sua storia di realizzazione di un sogno è un segno di speranza che è bello condividere”.

Marco Margrita

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