In questo mese di settembre ricorre l’ottantesimo anniversario dell’approvazione delle leggi razziali, norme fortemente volute dal fascismo e controfirmate, senza batter ciglio, da re Vittorio Emanuele III. Non tutte le ferite apertesi nel 1938 si sono però rimarginate e il razzismo, come un fiume carsico che pare scomparire all’improvviso per poi riapparire più a valle, in questi ultimi tempi, pare avere trovato nuovi e insospettabili affluenti.

Non manca, tuttavia, qualche speranza. Se è vero che il fascismo si combatte leggendo e il razzismo viaggiando, allora non c’è donna più “vaccinata” a questi due mali della giavenese Corinna Giraudi che ha in casa oltre diecimila libri e, nella sua vita, ha visitato, per lavoro e per diletto, 50 Paesi sparsi in tutti i continenti.

In realtà, Corinna, che conosce perfettamente sei lingue, non sopporta i razzisti anche per un altro motivo legato alla sua storia familiare: la madre, Gisela Scherzer, è l’ultima discendente di un’importante famiglia tedesca di cultura ebraica che ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti delle leggi di Norimberga, approvate in Germania nel settembre del ’35, con cui il regime nazista iniziò la tremenda persecuzione degli ebrei che portò alla Shoah.

Articolo completo su La Valsusa del 13 settembre.

Alberto Tessa

Corinna Giraudi

Corinna Giraudi

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