5G: rischio od opportunità? Lo scorso venerdì 5 febbraio il prof. Vittorio Camarchia è intervenuto in diretta streaming in un incontro informativo, organizzato dal Comune di Villar Dora.

Il docente del Politecnico di Torino, autore di oltre 150 contributi scientifici, si è soffermato sui molteplici aspetti riguardanti la quinta generazione della telefonia mobile. Dopo un discorso sull’evoluzione storica della tecnologia, il docente ha illustrato i tempi per l’attivazione del nuovo standard di telefonia 5G da parte degli operatori, in una logica che vedrà inizialmente la copertura dei grandi centri e forse, in seguito, delle zone meno popolate.

Sono poi state affrontate le caratteristiche tecniche e le possibili implicazioni sulla salute del 5G. «È difficile – spiega il prof. Camarchia – pensare ad un aumento dei rischi, che nello scenario peggiore si possono considerare in linea con quelli delle generazioni precedenti. È invece possibile pensare ad una loro diminuzione, perché per il 3G si installavano antenne molto grandi e potenti, mentre con il 4G e con il 5G vi è stata una progressiva ottimizzazione dei sistemi di trasmissione. Inoltre, esistono soglie di sicurezza sull’emissione delle radiazioni elettromagnetiche, stabilite dagli organismi certificatori nazionali ed internazionali».

Nella seconda parte della conferenza è stata affrontata la percezione del 5G da parte del pubblico. L’esperto ha illustrato le origini di un sentimento talvolta negativo: dall’errata associazione semantica con le radiazioni nucleari alle paure infondate sulle possibilità di controllo delle comunicazioni: «a proposito della privacy – conclude l’esperto – non è il 5G che fa la differenza. Indipendentemente dal mezzo, chiunque utilizzi servizi sul web o sia presente sui social network, è potenzialmente soggetto a rischi di sottrazione di dati personali».

Lorenzo Rossetti

Articolo completo su La Valsusa di giovedì 11 febbraio

 

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