Un volto di donna parzialmente coperto dall’iconico fazzoletto No Tav.

I capelli verdi, come fossero rami di un albero. Lo sguardo deciso e guardingo di chi non ha intenzione di cedere nemmeno un centimetro. Accanto a quel viso la scritta “In Val di Susa si riscrive la storia”.

Una stella rossa la separa dalle parole “l’unica grande opera: lavoro, sanità e scuola”. Poco più sopra, a coprire l’intera lunghezza del muro, un filo spinato. A margine, il messaggio di una tenacia che dura: “La resistenza continua”, si legge. Sullo sfondo, in basso, completano il quadro una bandiera della Giordania ed un paio di tenaglie che aprono un varco lungo la recinzione.

Il murales realizzato dai ragazzi No Tav domenica scorsa, su un pilone dell’autostrada in Clarea, è la plastica dimostrazione di come ogni lotta sia fatta anche di simboli.

Servizio su La Valsusa del 27 agosto.

Federica Allasia

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