Gli avvelenatori di animali tornano a colpire in Val di Susa. L’ultimo fatto recente è accaduto nella notte tra il 14 e il 15 dicembre, a Gravere. Fortunatamente, i cani che hanno mangiato i bocconi avvelenati sono stati salvati con prontezza.

Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. A Novalesa, il 7 novembre scorso, la sindaca Piera Conca ha emesso un’ordinanza dopo l’avvelenamento di due cani e di un gatto, avvenuta nel centro storico del paese. I luoghi in cui bisogna prestare maggior attenzione sono i sentieri, i boschi, i parchi e tutte le zone frequentate dagli amici a quattro zampe, anche se l’allerta deve essere alta in qualsiasi ambiente, anche nei propri cortili e nelle strade del proprio paese.

Cosa può fare il cittadino o il proprietario dell’animale?

Come si può intervenire quando si viene in contatto, direttamente o indirettamente, con le esche avvelenate? Se si sospetta che l’animale abbia ingerito bocconi avvelenati, bisogna contattare immediatamente il veterinario più vicino, o la guardia medica veterinaria, in modo da allertare preventivamente il medico dell’arrivo dell’animale. Bisogna subito avvertire la Polizia Provinciale, il Corpo Forestale o le Forze dell’Ordine.

Dal punto di vista legale, è possibile denunciare l’avvelenamento di un animale. La denuncia nei confronti di ignoti può e deve essere presentata anche qualora non sopraggiunga la morte e deve contenere le prove che l’animale sia stato avvelenato. A questo proposito è importante allegare tutti i referti veterinari. L’utilizzo di sostanze nocive per gli animali per crudeltà rientra nei diritti puniti dal nostro codice penale, punibile con multe ingenti o con il carcere anche solo a titolo di tentativo.

Ilaria Genovese

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