MONCENISIO – Da lunedì 26 aprile il Decreto prevede in Zona Gialla l’apertura dei ristoranti, ma solamente con la possibilità di servizio all’aperto. Va bene sicuramente in gran parte d’Italia, ma ci sono dei distinguo. E sul nostro territorio montano i distinguo sono chiari a tutti coloro che si occupano di ristorazione. Parlare di dehors in questi giorni uggiosi e freddi è quasi una provocazione.
Ne abbiamo parlato con Marco Romiti della Polenteria “La Ramasse” di Moncenisio: “Il governo è cambiato da qualche mese e  la situazione sembra essere  peggiorata notevolmente. Ultimo ristoro o come si chiama oggi sostegni, ma il termine più corretto sarebbe “elemosina”  è arrivato a Dicembre. Da Gennaio ad oggi nessun aiuto è pervenuto o è previsto in futuro. Naturalmente tutte le tasse pagate puntualmente.  Nessuna sospensione, nessun contributo per affitti o bollette.   
Ultima beffa?  Aprire  i ristoranti solamente all’aperto. E chi non ha uno spazio all’esterno? Chi come noi che ci troviamo a 1500 metri d’altezza, con temperature che sfiorano in questa stagione i 5 gradi e se c’è il sole 12 gradi? Senza contare i forti venti  e le possibili tormente di neve che arrivano dalla Francia. Noi come tantissime attività di ristorazione in alta montagna. I grandi scienziati del governo pensano che esistano solamente ristoranti e bar lungo mare, o che tutti abbiano un dehors. In Italia quasi il 50% dei ristoranti ha solo  posti all’interno. Insomma sembra che si dica” Noi vi facciamo aprire,
ma fuori! Come? Fate voi.. l’importante è che non si chiedano aiuti” che tra l’altro non ci sono.  Bastava ragionare, ridurre nuovamente il numero dei commensali con le dovute distanze di sicurezza e pian pianino il settore si riprendeva.  Una situazione sempre più drammatica e sempre più difficile da sostenere”.
Luca Giai

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