È stato allestito ed entrerà in funzione a pieno regime giovedì mattina il laboratorio per i test Covid-19 all’ospedale di Rivoli.

La struttura lavorerà 24 ore al giorno, fungerà da riferimento per tutta l’Asl To3, inclusi gli ospedali di Pinerolo e di Susa, ed è stata individuata in quanto unica attrezzata per microbiologia e virologia.

All’interno del laboratorio analisi – che continuerà comunque a funzionare regolarmente – è stato infatti attivato un gruppo di medici, biologi e tecnici dedicato esclusivamente ai test Covid-19.

Attraverso un macchinario specifico (un termociclatore per reazione a catena della polimerasi), sarà possibile effettuare fino a 96 test al giorno e ottenere i risultati in appena 90 minuti.

I referti saranno inviati in tempo reale al reparto che ha in carico il paziente e ai tecnici della Regione Piemonte: un vantaggio fondamentale nelle tempistiche e nelle modalità di cura dei malati.

Inizieranno invece domani, mercoledì primo aprile, la loro attività le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca) costituite dall’Asl To3 su indicazione del Governo e della Regione, per gestire in modo più appropriato le cure domiciliari ai pazienti Covid-19 che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.

Le Unità sono costituite da un nucleo di medici dedicati esclusivamente a questo compito e dislocati in tutti i distretti dell’Asl To3, su 7 sedi di partenza differenti (Druento, Collegno, Condove, Oulx, Pinerolo, Pomaretto e Volvera). Saranno in funzione dalle 8 alle 20, tutti i giorni della settimana, e interverranno sui casi segnalati dai medici di famiglia o dai medici di continuità assistenziale.

L’obiettivo è duplice: fornire un punto di riferimento alle persone malate che si trovano presso la propria abitazione, non escludendole dalle prestazioni sanitarie, e limitare gli accessi non necessari agli ospedali e agli studi dei medici di famiglia.

I medici saranno forniti di adeguati dispositivi di protezione individuale, per poter operare in tutta sicurezza. Il loro compito, in coordinamento con gli infermieri e gli operatori sanitari delle cure domiciliari, è di visitare a domicilio e monitorare i pazienti Covid-19 non gravi, i casi sospetti, oppure coloro che sono stati dimessi dall’ospedale ma risultano ancora positivi.

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