A Sangano, più che il Covid- 19, che pare essere abbastanza sotto controllo, preoccupa la crisi economica che ha già cominciato a bussare alla porta di qualche famiglia.

“Stiamo aiutando pure persone che non ci avevano mai chiesto una mano e che, anzi, ci parevano persino piuttosto benestanti”, dice uno sconfortato don Gianni Mazzali, parroco dal 2014 ma attivo in paese sin dal 1978.

Salesiano, don Gianni e una dozzina di volontari mandano avanti da qualche tempo l’Emporio di Mamma Margherita e da un paio di settimane gestiscono, per conto del Comune, i buoni spesa d’emergenza messi a disposizione dal Governo.

“È un lavoro a tutti gli effetti per cui non siamo pagate, ma che facciamo con il cuore, sentendoci realmente utili alla nostra comunità”, affermano Sonia Bevilacqua, ex commerciante, e Antonella Bazzo, impiegata in pensione, due volontarie che non si dicono affatto preoccupate di un eventuale contagio: “Usiamo tutte le precauzioni, guanti e mascherine in primis, e stiamo attente a quello che facciamo. Ciò che ci preoccupa è quello che verrà dopo, perché le premesse, che già viviamo, non sono per nulla buone”.

Sonia e Antonella, come gli altri volontari sanganesi, raccolgono le necessità di chi non riesce più a mettere insieme il pranzo con la cena, vanno a fare la spesa, preparano le borse e, una volta la settimana, il giovedì pomeriggio, in orari stabiliti con precisione svizzera, convocano le persone in oratorio e consegnano loro le provviste. Dopo di ciò, rendicontano tutto per il Comune e ricominciano da capo per la settimana successiva.

Ma chi sono i nuovi assistiti, quelli che si sono cioè aggiunti ai normali utenti dell’Emporio? “Sono in maggioranza italiani; fra loro ci sono molti giovani fra i 30 e i 40 anni che magari avevano un lavoro precario o, peggio, un lavoro in nero e, da un giorno all’altro, si sono trovati a casa — dicono don Gianni e le volontarie — Ma la crisi sta colpendo duramente anche gli artigiani edili, una categoria che era già in bilico prima della pandemia e che ora rischia davvero grosso”.

Un altro gruppo che navigherà in cattive acque sarà, secondo le volontarie, quello dei piccoli commercianti: “Questa quarantena infinita sta spingendo ancora di più l’e- commerce, a scapito dei piccoli negozi di vicinato e temiamo che anche dopo la gente preferirà acquistare con un clic, piuttosto che andare nella bottega sotto casa”.

Cosa vi dà la forza di andare avanti? “La certezza di essere utili al prossimo, l’appoggio delle nostre famiglie e la forza e il coordinamento di don Gianni che è capace di far collaborare persone con caratteri molto diversi fra loro”.

Alberto Tessa

 

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