Cultura

A Susa c’era Padre Armando Tonelli, frate e partigiano

In occasione del 79° della Liberazione, pubblichiamo alcuni stralci delle memorie di padre Armando Tonelli sulla collaborazione tra i frati francescani di Susa ed il Comando dei partigiani della “Stellina” (La documentazione è stata messa a disposizione da Silvano Pelissero, ed è conservata nel Museo della Resistenza di Mompantero). Abbiamo poi intervistato la figlia di Giulio Giubergia, un rostese deportato in Germania nel ‘43, per poi evadere. Fu decorato dal Comune

Nel novembre ‘44, al Convento Francescano di Susa (…), si presenta il maresciallo degli Alpini Pesando che chiede di parlare con il Superiore, P. Pietro Briozzo (…). Scopo del colloquio: vorrebbe che i frati gli facessero il presepe in casa (…). Al Superiore non rimangono che due rincalzi: fra Armando Tonelli e fra Giovanni Magni (…). Dopo due sere di lavoro (…), non si parla più del presepio, ma di partigiani: il Comandante Laghi vorrebbe avere un approccio. I due aderiscono, calcolando bene i tempi, e vanno, accompagnati dal maresciallo Pesando, in quel di Urbiano, senza il permesso dei Superiori.

Cosa piuttosto grave, per cui, da quel giorno, un patto di segretezza li avrà legati. La sera è piovosa e l’acqua che scende dal Rocciamelone a rivoli li rende zuppi e inzaccherati (…). Il terzetto entra in un rustico dopo aver percorso quattro o cinque curve. Un tavolo, una candela, quattro o cinque seggiole: è questo il “Comando” (…). Qualche chiacchieratina di anticamera e poi l’incontro. Il Comandante, tarchiatello, una bella barba, divisa da alpino, posa sul tavolo un arnese nero, forse un parabellum, e stringe la mano a tutti (…). Al Comandante urge avere un abboccamento col Superiore, e attende nostri suggerimenti al riguardo.

Continua su La Valsusa del 25 aprile.

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