A distanza di sei mesi, gli incendi tornano a flagellare le montagne valsusine. Il fuoco, verso le 11.30 di venerdì 20 aprile, ha avvolto un versante del monte Musinè, il vallone in direzione Valdellatorre. “Le fiamme – racconta Mauro Vinassa, caposquadra degli Aib di Caselette – si sono propagate subito in modo impressionante favorite dal caldo esploso improvvisamente e dal terreno brullo e dall’erba secca che contraddistingue il monte”. Probabile, anzi quasi certa, l’origine dolosa dell’incendio: di certo  non ci sono state scariche di fulmini e l’ipotesi di ‘autocombustione’ oltrepassa i confini dell’assurdo. Insomma, è probabile che ad agire siano stati i soliti piromani “ignoti” che, aggiunge Vinasa,”nel recente passato, per un paio d’anni hanno appiccato le fiamme in varie zone del monte. Poi c’è stato un periodo di calma ma, qualche tempo, siamo di nuovo nell’occhio del ciclone”. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate, fin dalle prime ore, particolarmente complicate. Servizio su La Valsusa del 26 aprile.

Bruno Andolfatto

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