Mons. Nosiglia con i lavoratori della ex Embraco a Chieri il 3 dicembre 2019 (foto: Andrea Pellegrini_LaVoceEilTempo)

Lavoratori Alcar di Vaie davanti alla Prefettura di Torino, questa mattina martedì 20 ottobre, a una settimana dallo stop all’attività produttiva seguito alla decisione del Tribunale di limitare la capacità di spesa dell’azienda a 10.000 euro per fornitore. Il Gruppo, che comprende gli stabilimenti di Vaie (150 dipendenti) e Lecce (300) è da un anno oggetto di una vicenda giudiziaria che ne ha decapitato i vertici ed è oggetto di una procedura di Concordato Preventivo che dovrebbe portare a un nuovo acquirente.  I lavoratori e il sindacato hanno chiesto, e ottenuto, l’attenzione e la disponibilità dei Prefetti di Torino e Lecce. Proprio il Prefetto di Torino, questa mattina ha ricevuto i lavoratori: “La vostra situazione – ha detto – ricorda quella dell’Embraco”. A questo punto è ipotizzabile un’azione delle Prefetture torinesi e leccese per sbloccare la situazione.

Sulla vicenda interviene l’Arcivescovo di Torino e Susa mons. Cesare Nosiglia che ieri ha telefonato ai sindacalisti che seguono la vicenda dell’Alcar di Vaie.  Oggi, dopo l’incontro dei lavoratori con il Prefetto. mons. Nosiglia ha rilasciato questa dichiarazione a La Valsusa:

“Ancora una volta devo prendere la parola per il caso di una fabbrica in crisi. È il caso, questa volta, della Alcar di Vaie, nel territorio della diocesi di Susa di cui da un anno stato fatto vescovo. Prima di tutto voglio dichiarare la mia piena solidarietà con i 150 dipendenti che lottano per il loro posto di lavoro insieme ai colleghi di Lecce, dove la stessa ditta Alcar è in gravi difficoltà.

Sono concorde con il signor Prefetto di Torino quando – accogliendo i sindacati, le istituzioni e i lavoratori della Alcar –  ha paragonato la loro situazione a quella dell’ex Embraco. Dopo tante traversie, infatti, la situazione dell’ex Embraco sembra essersi avviata a soluzione. Questo significa che, con l’impegno di tutti – e in particolare del Ministero e della Regione – è possibile costruire esiti positivi anche per i lavoratori degli stabilimenti di Vaie e di Lecce (500 posti in tutto).  

Purtroppo il quadro complessivo dell’occupazione nei nostri territori continua a rimanere drammatico. Dopo la Mahle e l’ex Embraco resta ancora da risolvere il caso della Elcograf tutt’ora in alto mare e poco considerata dalle istituzioni. Oggi, insieme al nuovo problema della Alcar di Vaie dobbiamo registrare le difficoltà di molte altre  medie e piccole industrie che in Piemonte sono sull’orlo del fallimento o dove i lavoratori si trovano in cassa integrazione.

Diventa dunque sempre più necessario attivare, come ho più volte richiesto, un tavolo che raduni insieme tutte le principali realtà delle componenti economiche, sociali e istituzionali per far fronte a questa grave crisi occupazionale e di sistema in atto nel nostro territorio. Plaudo pertanto alla iniziativa unitaria dei sindacati di avviare questa rete da parte di chiunque ha a cuore e ama il nostro territorio e soffre nel vederlo scivolare in un declino che non è mai stato così rilevante ma che può essere non solo fermato, ma superato con la volontà e l’impegno di tutti.

La Chiesa di Torino e del Piemonte tutto hanno sempre lavorato perché fermare il declino sia possibile, e sono impegnate a sostenere, con tutte le loro forze, ogni percorso indirizzato alla ripresa occupazionale e produttiva. Si tratta di salvare posti di lavoro ma anche di recuperare quella qualità e quelle eccellenze che hanno reso importanti e apprezzate le produzioni delle imprese piemontesi in Italia e all’estero”.

 

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