Riassunto
Commozione e gratitudine hanno caratterizzato la Veglia di preghiera – giovedì 28 al Santuario della Consolata – per l’Arcivescovo emerito di Torino, mons. Cesare Nosiglia morto nelle prime ore del 27 agosto. Le parole del Cardinale Repole che ha dato inizio alla preghiera.
Con un richiamo forte all’impegno per i più fragili, alla testimonianza del Vangelo con “l’urgenza della carità” che ha caratterizzato la vita di mons. Cesare Nosiglia, il cardinale Roberto Repole ha aperto la preghiera di suffragio che si è elevata da un Santuario della Consolata gremito la sera del 28 agosto.
“C’è come un disegno incredibilmente provvidenziale – ha sottolineato Repole- nel fatto che il Vescovo Cesare si sia addormentato nell’hospice del Cottolengo di Chieri, non solo perché quell’hospice lo ha voluto ardentemente, non solo perchè ha impiegato delle risorse per compiere uno dei gli infiniti atti caritativi della sua esistenza, uno dei tanti modi in cui è andato incontro alle fragilità umane, ma soprattutto perchè c’è grandissima consonanza tra lo spirito del Cottolengo e l’esistenza del Vescovo Cesare. ‘Caritas Christi urget nos’ è il versetto biblico cha animato la vita e la missione del Cottolengo e c’è stata un’urgenza, una grandissima urgenza, con cui il Vescovo Cesare ha sentito di vivere la vita, di spendere il tempo, quasi percepisse una incredibile sproporzione tra la vastità dell’amore di Dio, la sua ampiezza, la sua universalità e il suo desiderio di raggiungere i poveri e il pochissimo tempo a nostra disposizione per testimoniarlo. In mile modi noi siamo beneficiari di questa urgenza, noi insieme a tutti i cristiani che egli ha incontrato e servito in diverse parte di Italia a tutti coloro soprattutto poveri che sono già dall’altra parte della morte e oggi lo collocano nelle braccia del Padre”.
Un richiamo grato alla sua testimonianza di vita spesa per il Vangelo ascoltato dai tanti i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose e i laici delle diocesi di Torino e Susa che si sono uniti nella preghiera del rosario. Preghiera guidata dai due segretari che hanno accompagnato il suo ministero episcopale dal suo arrivo a Torino, don Mauro Grosso e don Enrico Griffa.

Alternate alle preghiere, la lettura di passi evangelici, ma anche di passaggi delle lettere pastorali e di riflessioni a ricostruirne il cammino pastorale e l’invito, più che mai forte nei giorni del lutto “a essere sicuri e gioiosi della resurrezione” come sottolineava nell’omelia per la venerazione della sindone il 3 aprile del 2021 ripresa durante il rosario.

















