La Filarmonica Almesina perde un altro importante elemento nel giro di poco tempo.

Una malattia troppo breve e senza pietà si è portata via Giuseppina Lo Faro, prima sassofonista poi addetta alle percussioni. Un membro ormai storico, una presenza che non mancava mai l’appuntamento con i concerti e i servizi per il paese.

Ma Pina -nome con cui tutti la conoscevano- non era solo musica, era anche arte. Insegnante presso l’Istituto Comprensivo di Bussoleno ha conosciuto generazioni di allievi tra la Valsangone e la media Valsusa, avvicinando i ragazzi alla storia dell’arte e alla creatività, facendo sperimentare loro l’uso di colori e materiali non appena ci fosse l’occasione per festeggiare e rendere così le aule più vivibili e colorate.

Fuori dal cimitero di Almese, dove si è tenuto il funerale per poter ospitare il maggior numero di persone accorse a salutare Giuseppina per l’ultima volta sabato 13 giugno, l’orchestra “Noi donne per le donne” ha accolto il feretro con una canzone composta da Anna Richetto. “Sei una tavola di colori”, questo il titolo del brano che raccontava lo spirito di una donna dedita all’insegnamento, critica e decisa eppure anche profonda ed estremamente sensibile.

Molti colleghi la ricorderanno puntuale ma sempre indaffarata, piena di borse a spalle e a mano che contenevano i disegni dei suoi alunni. Poi c’era la musica, che suonava in diverse bande della zona, ritagliandosi del tempo libero per sé e per tenere il ritmo a un reggimento intero di strumentisti coi suoi piatti e la grancassa che si appendeva alle spalle e che suonava marciando con gli altri musici, in giro per Almese.

Fisico robusto il suo, temprato anche dagli anni di calcio quando ancora giovane ragazza correva dietro a un pallone di cuoio prima di incontrare Piero Bronzino e siglare con lui un accordo d’amore che ha portato alla nascita di Lorenza la quale, tra le lacrime, dice: “In quest’ultimo periodo ho fatto io da mamma alla mia mamma”.

Al cimitero di Almese la Filarmonica, ancora impossibilitata a suonare insieme, ha lasciato che fosse il trombettista Mattia Gallo con l’Ave Maria di Schubert a darle l’ultimo saluto. 64 anni, con il desiderio di insegnare ai ragazzi, di suonare coi suoi amici, con il ritmo tra le gambe e la voglia di ballare, erano troppo pochi per andarsene. Pina però vivrà tra le mura della scuola, tra quelle della sede della banda, nei campi di girasoli che ispirarono il suo artista preferito, Van Gogh, e che ci ricorderanno di lei e della sua voglia di stare al mondo.

A.OLI.

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