Paolo Bessone l’ha rifatto. L’impresa del 2016, di cui parlammo anche su La Valsusa, che portò l’atleta a raggiungere la vetta del Rocciamelone partendo dalla sua casa di Almese e solcando tutte le cime e i sentieri che la precedono, non era andata esattamente come avrebbe voluto.

All’epoca, e già ci pareva fosse un’impresa incredibile nella sua unicità, il fisico non rispose alle intenzioni e una volta arrivato al Rocciamelone non se la sentì di tornare indietro a ritroso sul percorso dell’andata. Ma quel “balìn” lì non l’ha mai abbandonato e quest’anno ce l’ha fatta.

Il 14 agosto, alle 4 di mattina, ha intrapreso per la seconda volta quello che lui non ama definire né un’impresa né un record, semplicemente, per Paolo Bessone, atleta di lunga esperienza, per anni bandiera del Giò 22, quello era un viaggio.

Un viaggio che ha dell’incredibile e che forse può permettersi solo uno sportivo che da tempo abbia imparato ad allenare le gambe e il fiato ma soprattutto la testa.

Servizio su La Valsusa del 12 settembre.

Anna Olivero

© Riproduzione riservata