Anche la sede cumianese del Sermig si è mobilitata in favore di quei migranti che, percorrendo la cosiddetta “rotta balcanica”, sono rimasti “incastrati” nel gelo dell’inverno bosniaco, spesso abbandonati a loro stessi in ripari di fortuna, senza acqua calda, con poco cibo e ancor meno coperte, tutto materiale prezioso che viene fornito necessariamente con il contagocce da associazioni caritatevoli e da persone di buon cuore, nel silenzio assordante dell’Europa.

Per tutta la giornata di sabato 23 gennaio, a Cumiana, c’è stato un andirivieni di macchine e furgoni per consegnare sacchi a pelo e cibo. “Al VillaggioGlobale del Sermig, sono arrivati 4 quintali di generi alimentari comprati da privati e un furgone Daily pieno di sacchi a pelo per i profughi ammassati nei campi in Bosnia”, dice Rinaldo Canalis, braccio destro cumianese di Ernesto Olivero.

Partita in sordina e senza pubblicità, l’iniziativa ha avuto un grande successo, tanto che i volontari hanno sudato non poco per preparare i pacchi che sono ormai partiti per Sarajevo.

Servizio su La Valsusa del 28 gennaio.

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