Domenica 18 aprile, conferenza stampa del movimento No Tav nel piazzale del polivalente di San Didero, per commentare il grave ferimento di un’attivista No Tav, Giovanna Saraceno, 36 anni, dal 2005 abitante in Valle di Susa.

Intorno alla mezzanotte di ieri, durante una manifestazione di saluto ai presidianti sul tetto dell’edificio all’interno del cantiere del nuovo autoporto, le forze di polizia hanno sparato lacrimogeni Cs ad altezza uomo contro i militanti.

Una tragedia annunciata e sfiorata“, questo è quanto ha affermato in conferenza stampa Martina Casel, che ha letto un comunicato del movimento.

Loredana Bellone, consigliera comunale, ha ribadito: “Quello di stanotte è stato un episodio ignobile. Chiediamo con forza un allentamento della presenza della militarizzazione, e soprattutto che la polizia smetta di provocare con la forza“.

Guido Fissore, militante No Tav: “Non è stato un incidente, ma un attentato, perché se si decide di allontanare la gente sparandole addosso, vuol dire che si vuole provocare un danno“.

In merito alla collocazione, avvenuta in tarda serata, di un tubo d’acciaio sull’autostrada A32, è stato detto: “Certo qualcuno lo ha messo, ma in quel momento l’A32 era chiusa, con un drone a sorvolarla…stamane tutti i giornali ne parlano, ma lo fanno per distogliere l’attenzione dal ferimento di Giovanna, che è ricoverata alle Molinette con due emorragie cerebrali e numerose lesioni facciali e permane in gravi condizioni“.

Il movimento ha anche denunciato che la polizia è entrata nella sua stanza per interrogarla, violando tutte le norme anti-covid.

Servizi su La Valsusa del 22 aprile.

Giorgio Brezzo

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