Con l’avvento della bella stagione si è verificato anche un considerevole aumento dei flussi migratori in arrivo sulle coste italiane. In particolar modo, la regione maggiormente interessata questa estate è stata ed è tuttora la Sicilia. Quest’anno, rispetto agli anni passati, il problema della gestione dei flussi deve fare i conti non soltanto con intoppi di tipo organizzativo e (soprattutto) politico, ma anche con l’emergenza sanitaria in corso. I numeri degli arrivi, stando ai dati del Ministero dell’Interno, sono alti: luglio, il mese con più sbarchi, ha contato l’arrivo di 7076 persone.

Ma dove trattenere le persone in quarantena?

Questo e altri quesiti hanno portato la Croce Rossa Italiana, insieme alla Protezione Civile, a organizzare un nuovo iter ad hoc per verificare, controllare e curare lo stato di salute dei nuovi migranti arrivati in Sicilia. Navi passeggere sono state affittate come luogo destinato alla quarantena, diventando a tutti gli effetti delle isole galleggianti al largo della costa. Qui ciascun ospite viene tamponato e monitorato per quindici giorni, trascorsi i quali potrà riprendere il suo iter migratorio: accedere a un centro d’accoglienza, fare richiesta d’asilo o seguire l’iter del rimpatrio. Il nuovo passaggio “in più”, quello della quarantena a bordo nave, prevede l’impiego di un equipaggio standard più un equipaggio specifico messo a disposizione dalla Croce Rossa Italiana, per un totale di una quarantina di operatori su ogni nave, che al contempo può ospitare fino a cinquecento-seicento migranti.

Attivi sul posto, in questo preciso istante, ci sono Andrea e Cecilia, due volontari del Comitato di Susa della Croce Rossa.

“Il loro ruolo è occuparsi dell’organizzazione a bordo della nave”, racconta Michele Belmondo, referente del Comitato. “Ciò comporta uno sforzo logistico non indifferente. Si occupano dei pasti, delle esigenze mediche, delle attività quotidiane. Sono partiti entrambi da Torino e, una volta arrivati a Palermo, hanno seguito una formazione specifica. Poi si sono imbarcati e hanno dato il via alla loro missione, che durerà circa venti giorni. Andrea è salito sulla GNV Azzurra, che dall’hotspot Lampedusa ha caricato cinquecento migranti e li ha spostati al largo di Augusta, dove trascorreranno i loro quindici giorni di quarantena”, spiega ancora Michele. “Cecilia, invece, sta prestando soccorso sulla nave Aurelia, che ha preso in carico i migranti sbarcati a Trapani autonomamente con i cosiddetti “barchini”. Ora sono al largo di Trapani”.

Adesso sono cinque le navi-quarantena a regime, più di quelle previste inizialmente. La turbolenta situazione politica che ha travolto la Sicilia nelle ultime settimane ha complicato la cooperazione e la già difficile organizzazione. Menomale che ci sono persone come Cecilia, Andrea e come tutti i volontari, gli operatori sanitari e i mediatori culturali che non guardano alla provenienza, al colore della pelle o alla religione e che prestano aiuto incondizionatamente, mettendo la propria esperienza a servizio della vita altrui.

Ilaria Genovese

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