Quella del 26 aprile è stata una riapertura dei cinema solo virtuale, almeno perle sale delle Valli Susa e Sangone.

Gli amanti del grande schermo dovranno attendere ancora un po’ prima di tornare a vivere la magia del cinema seduti in sala.

Tanti i paletti che hanno frenato i gestori delle sale, più stringenti ancora dello scorso anno: temperatura da prendere (prima non obbligatoria), mascherine (e solo quelle chirurgiche o Ffp2) da tenere per tutta la durata del film (prima una volta seduti la si poteva togliere), distanziamento obbligatorio (ma i più dicono essere il mino re dei problemi), coprifuoco alle 22 che esclude gli spettacoli serali, necessità di prenotare.

A queste regole si aggiungono i pochi film a disposizione, alcuni già pubblicati sulle piattaforme streaming che nel lockdown hanno registrato un boom, perché le case di distruzione, dal canto loro, chiedono garanzie, che non possono avere, sui “colori” delle zone. Infine, su tutto, il dubbio amletico: la gente se la sente di tornare a chiudersi in sala?

Articolo completo su La Valsusa del 29 aprile.

 

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