Gli arresti e le perquisizioni eseguite questa mattina dalla Digos, fanno sapere dalla Questura, hanno raggiunto “i maggiori leader dell’autonomia torinese e gli esponenti dell’ala più oltranzista del movimento No Tav che, durante la marcia dello scorso 27 luglio in Val di Susa, hanno coordinato le azioni e l’assalto al cantiere di Chiomonte”. A dirlo, durante la conferenza stampa che si è tenuta in Questura, è dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra. Le 14 misure cautelari sono state notificate nei confronti dei leader e di militanti del centro sociale Askatasuna e di esponenti di alcuni centri sociali di Modena, Vicenza e Padova.
In carcere sono finiti Giorgio Rossetto, residente a Bussoleno, e Mattia Marzuoli, leader storici del centro sociale torinese. Nove i divieti di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

“Gli episodi di violenza sono stati preordinati, organizzati e diretti dai due leader di Askatasuna, che si sono avvalsi di altri militari per coordinare i gruppi – aggiunge Ambra – Un
gruppo d’assalto si é diretto al cantiere, un altro ha aggirato il dispositivo di sicurezza passando nei boschi, dall’alto”.

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