La lotta continua e si fa sempre più forte: sono giovani, ma soprattutto sono tantissimi gli attivisti del movimento Fridays for Future e oggi, dopo un intenso anno di scioperi, il loro impegno s’intreccia sempre più con altri temi caldi che quotidianamente animano il nostro dibattito socio-politico.

La seconda assemblea nazionale, svoltasi a Napoli tra il 5 e il 6 ottobre, ha visto la partecipazione di cinquecento ragazzi in rappresentanza di 80 assemblee locali ed è stata l’occasione per annunciare il nuovo corso del movimento in vista del quarto sciopero globale per il clima – previsto per il 29 novembre – che si terrà poco prima della COP25 cilena.

Oggi l’esigenza di giustizia climatica va di pari passo con quella giustizia sociale e, la transizione ecologica, deve necessariamente passare dalla redistribuzione delle ricchezze. Cambiare il sistema e non il clima, infatti, non è solo uno slogan: il cambio di sistema economico e di sviluppo è un tema centrale, necessario per la transizione verso un modello ecologico.

In questo si è inserita l’istanza dei due rappresentanti degli attivisti valsusini – Ivan Basadonna e Gaia D’Addezio – che, durante l’assemblea, hanno sostenuto a gran voce la causa del movimento No Tav in cui si identificano.

Il giovanissimo rappresentante del Des Ambrois di Oulx ha portato alcune proposte in merito: “Crediamo che i fondi pubblici attualmente destinati al Tav debbano essere investiti a livello locale per il trasporto pubblico, per la riqualificazione energetica degli edifici e per l’energia rinnovabile”.

L’assemblea napoletana ha accolto la richiesta e, in conclusione, si è detta solidale alla lotta No Tav. Forte e chiaro il no ai sussidi per i combustibili fossili, così come la pretesa delle emissioni zero entro il 2030. E ancora no alle grandi navi per Venezia, al Tap per Lecce, al metanodotto in Sardegna.

Sempre più necessaria, infine, la dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica: “Non siamo disposti a scendere a compromessi, non vogliamo contrattare, vogliamo l’attuazione di ogni nostra rivendicazione per garantirci un futuro e lo vogliamo ora, nel presente, perché non c’è più tempo”. Ivan ha poi concluso con un motto molto caro ai valsusini che lottano contro il Tav: resistere per esistere, perché “Noi giovani di Fridays, attualmente, siamo la Resistenza”.

Articolo completo su La Valsusa di giovedì 10 ottobre.

Alessia Taglianetti

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