Missione compiuta: che la raccolta fondi promossa alla fine dello scorso anno dal giavenese Matteo Fabbrini per comprare una macina da destinare al villaggio senegalese di Sarè Tamba fosse andata a buon fine era risaputo, ma pochi giorni fa è arrivata la conferma che tutto è andato per il verso giusto.

La macina, che era stata ordinata un paio di mesi fa in una città vicina, è finalmente arrivata ed è stata messa in funzione”, dice entusiasta Matteo che aggiunge: “Poiché avevamo ipotizzato di raccogliere circa tremila euro per acquistare l’attrezzo e costruire un capanno per metterlo al riparo dalle intemperie, ma alla fine ce ne sono arrivati 5500, abbiamo potuto rendere l’edificio più sicuro, garantendo l’acquisto di un vero tetto e non di una copertura di paglia come avevamo inizialmente pensato”.

Altro denaro è stato usato per l’acquisto di due pannelli solari e della relativa batteria di accumulo che sono stati consegnati alla famiglia di Mamadou Balde, il ragazzo di Sarè Tamba ospitato da Matteo e dalla compagna, Francesca Racca, per circa un anno e mezzo nella loro casa di Avigliana da cui tutto è partito.

Servizio su La Valsusa del 4 marzo.

Alberto Tessa

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