A proposito di tartarughe abbandonate nei laghi di Avigliana. Ci scrive la veterinaria valsusina Alice Andolfatto

In riferimento all’importantissimo appello del Parco dei Laghi di Avigliana con il quale si invita a non abbandonare le tartarughe acquistate nei negozi nei nostri territori e nei nostri specchi d’acqua è utile dare  informazioni ai possessori di questo genere di rettili.

A volte l’acquisto di questi animali si è rivelato incauto, fomentato da una serie di nozioni errate spesso fornite al momento della vendita relative alla loro gestione e alle loro dimensioni da adulti. Ciò ha portato troppo frequentemente all’abbandono di questi animali in  natura, natura che però non rappresenta il loro habitat d’origine.

Le tartarughe del genere Trachemys infatti provengono dall’America. Sono animali molto forti, caparbi e resistenti in grado di adattarsi eccellentemente al nostro clima ed ai nostri territori e di riprodursi con successo ma, come avviene per qualsiasi specie alloctona (ovvero non appartenente alla nostra fauna), la sua presenza ha generato un impatto rilevante sull’ambiente.

E’ importante sapere che in Italia esiste un’unica specie di tartaruga palustre, la Emys orbicularis, le cui popolazioni già in declino per numerosi fattori antropici (interruzioni di comunicazioni tra specchi d’acqua, cementificazione dei canali, etc.) hanno subito un ulteriore duro colpo proprio a causa dei soggetti di Trachemys liberati in natura: Emys infatti è molto più schiva e “riservata”.

Alla luce di tutto questo l’Europa da anni ha lavorato su un piano d’azione a favore della biodiversità adottando strategie comunitarie atte a combattere le cosiddette le IAS ovvero le invasive alien species-specie aliene invasive (oggi parliamo nello specifico delle Trachemys , ma meritano menzione lo scoiattolo grigio così come il gambero rosso di fiume: l’elenco è più lungo di quanto si vorrebbe, purtroppo).

Molto sensibili a questo tema in quanto parte delle loro mission sono stati i giardini zoologici che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione “Occhio all’alieno”, promossa dal florido gruppo di lavoro Eduzoo.

Da qualche anno sul territorio piemontese è partito un progetto a tutela proprio della nostra tartaruga palustre condotto dal Centro Emys Piemonte a cura dell’associazione Docet Natura ed in particolare grazie all’assiduo lavoro di un grande professionista profondamente appassionato di questi animali, Riccardo Cavalcante.

L’Europa già dal 2014 ha chiesto agli Stati Membri un elenco delle specie esotiche invasive, l’Italia ha risposto nel 2016 e questo ha poi portato al Decreto Legislativo 230/2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018 secondo il quale a partire dal 14 febbraio 2018 entrano in vigore per quanto riguarda le specie in elenco, tra le quali per l’appunto i soggetti appartenenti al genere Trachemys scripta i seguenti divieti: riproduzione, coltivazione (per quanto riguarda vegetali e funghi), trasporto, acquisto, vendita e/o scambio, detenzione, rilascio

E’ fondamentale sapere che sarà comunque possibile continuare a detenere specie esotiche invasive come animali da compagnia, a condizione di fare regolare denuncia di possesso dell’esemplare e di custodirlo (fino alla sua morte) a patto che si impedisca la sua fuga o rilascio in ambiente e di impedirne la riproduzione.

La denuncia deve esser presentata entro il 13 agosto 2018 accompagnata da una copia del documento di identità e secondo le seguenti modalità:

  • Tramite PEC all’indirizzo pnm-ll@pec.miniambiente.it
  • Tramite fax allo 06/57223468
  • Tramite raccomanda con ricevuta di ritorno indirizzata al “Ministero dell’Ambiente, Direzione Protezione Natura, Divisione II”, Via Cristoforo Colombo 44, 00147, Roma.

E’ possibile scaricare il modulo sul sito del Ministero dell’Ambiente

Alice Andolfatto, veterinaria

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