Entro i prossimi dieci anni, in Italia ci saranno oltre 200 mila donatori periodici in meno. Lo comunica l’AVIS sul proprio sito web, rinnovando l’invito ad andare a donare nelle rispettivi sedi. La formula per invertire la tendenza è quella di puntare alle nuove generazioni, approcciandosi ad esse con i giusti metodi e con le nuove tecnologie, come ad esempio l’app per smartphone che consente di prenotare in sede la propria donazione. I giovani segusini, numerosi, rispondono con costanza alle iniziative e al calendario di prelievi che la sede Avis di Susa propone. Martedì 10 marzo, giorno di donazioni, abbiamo intervistato quattro di loro, per capire cosa li ha spinti a donare e cosa direbbero ai loro coetanei per convincerli a seguirli in questo atto di altruismo.

Federico, Simone M., Giovanni e Simone G. hanno risposto con trasparenza e genuinità. Trovate le loro risposte nell’articolo completo che uscirà su La Valsusa giovedì 12 marzo.

Nell’ultimo periodo si è verificato un drastico calo di donazioni sul territorio italiano, dovuto alla paura che il Coronavirus sta suscitando nella popolazione. Se il trend dovesse continuare, si rischiano gravi ripercussioni sulle terapie necessarie ad oltre 1800 pazienti al giorno. Ma rassicuriamo: donare è un atto sicuro. Lo abbiamo verificato nella sede Avis di Susa. Tutte le donazioni avvengono con le dovute precauzioni, come il controllo della temperatura a tutti i presenti, la distanza di sicurezza garantita, l’uso di mascherine adeguate e di guanti monouso. Perché è importante fare del bene ed è altrettanto importante farlo bene. Ricordiamo dunque a tutta la cittadinanza di presentarsi senza timore al prossimo prelievo in sede, che sarà martedì 31 marzo. L’aiuto di tutti ora è importante più che mai.

Ilaria Genovese

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