Bardonecchia. Tutti in piazza, oggi, lunedì 15 febbraio, davanti a Sant’Ippolito, per dimostrare la contrarietà verso lo stop allo sci, giunto improvviso ieri sera, ad un passo dall’apertura odierna.

Amministrazione, società impianti, scuole di sci, tanti erano presenti, rispettando le norme sanitarie, per affermare il grande lavoro di preparazione messo in campo per poter finalmente lavorare e recuperare in qualche modo una situazione economica disastrata. Invece tutto è stato fermato, lasciando l’intero comparto senza lavoro, ma con le spese effettuate.

La salute viene certamente al primo posto, e i fermi sanitari hanno un motivo, ma da dicembre sono ormai troppe le volte in cui ad un passo dall’apertura si è invece confermata la chiusura, serve una programmazione più efficace e se non è possibile aprire allora si deve aiutare il settore a sopravvivere.

In piazza si è reclamato quindi perché ci sia il rispetto ed il sostegno verso tutti quanti vivono questa situazione, che hanno avuto perdite e permangono nel disagio, quindi, si chiede che, dove non può bastare l’impegno dei Comuni o della Regione, che pur si stanno muovendo, ci sia l’intervento dello Stato.

Il comparto dello sci non è una giostra, è fonte di lavoro e sostegno per tutte le aziende e le persone che vivono in montagna.

 

Il tema non si esaurisce qui, prosegue giovedì su “La Valsusa”.

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