Lisko non ce l’ha fatta. Si è spento sabato 26 luglio, a dieci mesi dal gravissimo incidente che lo aveva coinvolto nel settembre scorso.
Quel giorno, Andrea Grisa – conosciuto da tutti come “Lisko” – era salito sui monti sopra Avigliana insieme a un amico, per allenarsi e prendere confidenza con la bici preparata per partecipare all’Eroica, la celebre competizione ciclistica che si sarebbe tenuta di lì a pochi giorni. Purtroppo, una banale caduta si è trasformata in tragedia.
Oltre alla bicicletta, le sue due grandi passioni erano la neve e la musica, spesso intrecciate tra loro: non era raro vederlo sfrecciare sulle piste da sci con la divisa da maestro e la chitarra sulle spalle. Aveva suonato in diversi gruppi musicali, tra cui “The Dodada – Police Cover Band” e “Arsura”, quest’ultimo fondato insieme ad altri maestri di sci della Conca.
Ma il legame più profondo di Lisko era con lo snowboard, disciplina che lo aveva portato alla ribalta nazionale e internazionale. Classe 1963, fu uno dei pionieri di questo sport in Italia: già nei primi anni Ottanta iniziò a sperimentare le tavole, partecipando a gare estreme e contribuendo attivamente alla diffusione e all’evoluzione dello snowboard nel nostro Paese.
Pur non definendosi un agonista, divenne consulente tecnico del campione Andrea “Matiu” Matteoli, accompagnandolo alla conquista di titoli europei, gare di Coppa del Mondo e titoli nazionali.
Successivamente fu allenatore della Nazionale Italiana di snowboard, che guidò con successo ai Giochi Olimpici di Nagano (1998) e Salt Lake City (2002). Rivestì anche il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale fino alle Olimpiadi di Torino 2006, evento in cui contribuì anche all’organizzazione delle gare di snowboard, disputate proprio sulle amate nevi del Melezet.
Anche dopo aver lasciato i ruoli ufficiali, Lisko non abbandonò mai la montagna: continuò a insegnare come Maestro della Scuola Sci & Snowboard Les Arnauds, rimanendo attivo come Istruttore Nazionale Onorario. Amava formare i giovani e trasmettere loro non solo la tecnica, ma anche lo spirito libero e autentico della neve.
Ci mancheranno il suo splendido sorriso, la sua dolcezza e la passione contagiosa con cui ha vissuto ogni istante e trasmesso ad altri le sue passioni.
Angela Erta
















