(Nella foto, il monumento che ricorda i partigiani uccisi a S.Antonino nel ’44
e, nel riquadro a destra, Laura Adduce )

Succede a Rivoli, il giorno del 25 aprile, festa della Liberazione. Una giovane donna, verrebbe da dire una ragazza, affacciata al suo balcone col tricolore alle spalle,dopo aver sentito la gente cantare Bella Ciao, sente l’irrefrenabile bisogno di esprimere in un video postato sui social un giudizio non proprio lusinghiero su quel canto e sui valori della Resistenza. Uno potrebbe lasciar perdere, pensando a quel che la buonanima di Umberto Eco ebbe a dire a proposito dello sciocchezzaio dilagante sul web.

Se non che, la giovane donna in questione (guarda un po’) è vice sindaco di Rivoli; insomma riveste un ruolo istituzionale che le dovrebbe suggerire di non pronunciare alcuni giudizi, forse neppure di pensarli e (se proprio non riesce a evitare di pensarli) a tenerli per sè. Niente da fare. Laura Adduce (quando i cognomi sono segni del destino) non ce la fa e tra i pensieri profondi che esprime, afferma che “Bella ciao, canzoncina orecchiabile mi è proprio stata sullo stomaco e mi ha fatto andare il pranzo di traverso“.

Le risposte al video sono state parecchie; tra queste una petizione on line per chiedere le dimissioni della vicesindaca.

E’ di queste ore poi, la lettera scritta al prefetto di Torino Palomba dalla sindaca di Sant’Antonino Susanna Preacco. “Tutti gli anni il mio paese e quelli vicini ricordano 20 partigiani uccisi dai tedeschi il 12 maggio 1944, con un colpo alla nuca,  dopo sono stati costretti a scavare una fossa comune”. E tutti gli anni “onoriamo altri 5 partigiani uccisi in montagna, al Colle Bione, che confina con la Val Sangone, che ha visto decine di morti caduti per la Libertà”.

Le parole del vicesindaco di Rivoli Laura Adduce che in un video postato sabato 25 aprile, ha ridicolizzato “Bella Ciao”, canto partigiano per eccellenza, mi hanno provocato dolore e le segnalo questo episodio alla luce della carica istituzionale che questa persona occupa: assessore comunale, esponente di una giunta che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, anche coloro che hanno fatto scelte elettorali diverse da quelle rappresentate dal suo partito di appartenenza”.

 “Penso sia intollerabile – aggiunge Preacco – che una collega amministratore faccia apprezzamenti di questo genere su un aspetto tutt’altro che marginale (una canzone divenuta simbolo mondiale di libertà) di un momento fondamentale della nostra storia, il cui esito, la Liberazione, consente a noi tutti di vivere in una democrazia e al vicesindaco. Qui non è in discussione il diritto di opinione, ma il rispetto per milioni di cittadini, compresi coloro che vivono a Rivoli, che si riconoscono in quell’evento e in quel canto. Se il vicesindaco non ritiene propri questi valori, rinunci alla carica alla quale è stata nominata e come semplice cittadino potrà, assumendosene la responsabilità politica e morale, dire cose del genere a nome proprio e non dei Rivolesi“.

“L’articolo 54 della Costituzione – ricorda Preacco – dice che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Io credo che nel manifestare il proprio disgusto per il canto “Bella Ciao” la signorina Adduce sia venuta meno a questo imperativo. Noi cittadini, in particolare coloro che amministrano i Comuni, dobbiamo contribuire a divulgare e a rafforzare nei giovani i valori del rispetto e della tolleranza che sono tra i fondamenti della democrazia. Esattamente il contrario di quanto ha fatto il vicesindaco di Rivoli. Le chiedo quindi se, nell’ambito dei suoi poteri, è possibile richiamare formalmente Laura Adduce, affinché si scusi pubblicamente”.

 

 

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