Ormai è risaputo: con l’Uomo chiuso in casa, la Natura non ha atteso molto prima di riappropriarsi dei suoi legittimi spazi. E i nostri parchi valsusini ne sono la prova vivente.

“In questo periodo si possono scorgere gli animali in zone inconsuete come i cigli delle strade o nei pressi delle borgate abitate” scrive Luca Giunti nella rubrica “Cattivi pensieri di un guardiaparco in servizio in Valsusa” che prosegue la sua riflessione dicendo: “ad esempio ci si può imbattere nell’airone cenerino, che ormai si avvicina molto al marciapiede e non scappa subito intimorito dalla presenza umana.

O ancora, è possibile avvistare i caprioli anche di giorno, in alcuni casi addirittura dai balconi delle nostre case”.

“In questo periodo abbiamo visto e documentato gli spostamenti degli animali selvatici da zone più naturali ad alcuni luoghi più umanizzati” sono le parole di Domenico Rosselli, il quale ci racconta come numerose marmotte che abitano la Val Troncea siano uscite dalle tane proprio in questo periodo così stranamente tranquillo e silenzioso.

“Gli animali stanno meno all’erta, tanto che sempre le marmotte hanno costruito le loro tane vicino al ciglio della strada, poiché il traffico è sensibilmente diminuito”.

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Articolo completo su “La Valsusa” del 14 maggio

Benedetta Gini

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