BORGONE. “Chiederò al mio consiglio comunale di approvare una mozione per l’intitolazione di piazze e strade oggi senza nome a Cristoforo Colombo e a Vittorio Emanuele II. Perchè se di segnali e rappresaglie è fatta la protesta, io mi oppongo a questa “violenza culturale” con la democrazia”.

Così il sindaco di Borgone di Susa Diego Mele ha scelto di intervenire in merito al dibattito che in questi giorni sta coinvolgendo gli Stati Uniti e molti Paesi europei, Italia compresa.

Nel corso delle manifestazioni di protesta sorte in America dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd ad opera del poliziotto che lo stava arrestando, molti attivisti del movimento “Black Lives Matter” hanno infatti preso di mira le statue di personaggi illustri legati a fenomeni coloniali. E in città come Minneapolis e Richmond, anche i monumenti dedicati a Cristoforo Colombo sono stati abbattuti o vandalizzati. Il motivo? Secondo gli organizzatori delle proteste, il celebre navigatore genovese non sarebbe altro che un assassino ed un oppressore, avendo di fatto inaugurato la stagione dei genocidi degli indigeni.

Di tutt’altro avviso è invece il primo cittadino del piccolo Comune della Val di Susa, che ha quindi voluto avanzare l’originale proposta per trasmettere ai suoi concittadini un segnale altrettanto forte. “Questa iniziativa, che ritengo doverosa viste le devastazioni immotivate da parte di folle di manifestanti in giro per il mondo, oltre a dare lustro a un nostro esimio connazionale, la cui unica colpa è stata scoprire inconsapevolmente un nuovo continente, si innesta in un progetto di toponomastica di largo respiro, che porto avanti dal 2009 – ha spiegato Mele sul suo profilo Facebook -.

Il progetto contempla infatti, anzitutto, la riscoperta delle antiche denominazioni stradali di origine franco-provenzale, nonchè la denominazione di alcune vie a donne italiane che si sono distinte nella storia e di cui il nostro comune parebbe essere totalmente privo. In un contesto di così ampio spazio, ho pensato essere giusto chiedere al consiglio comunale di allargare queste denominazioni anche a Cristoforo Colombo e Vittorio Emanuele II, oggi vittime della poca conoscenza della storia”.

Federica Allasia

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