L’esito dell’incontro all’Unione Industriale di Torino del 5 febbraio tra dirigenti della Bottero e rappresentanti sindacali ha fugato ogni dubbio ancora esistente sul futuro dello stabilimento di Trana della multinazionale cuneese produttrice di macchine per la lavorazione del vetro.

Per la forza lavoro dell’impianto della Val Sangone, 59 persone in tutto, il futuro lavorativo sarà o presso la sede principale di Cuneo o altrove, una volta accettato di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro con l’azienda.

Nonostante il raggiungimento di un accordo tra azienda e lavoratori, rimane grande lo sconcerto per una mossa della Bottero che è apparsa del tutto inaspettata, ultima puntata di una storia iniziata nel 2015 con il licenziamento di 48 operai ritenuti in esubero.

Poi la situazione pareva normalizzata, il mercato “tirava” e per la fabbrica di borgata Moranda pareva non ci fossero nubi all’orizzonte; ancora poco più di un mese fa Marco Tecchio, amministratore delegato del gruppo, rassicurava tutti sulla continuità del sito produttivo.

Poi il 29 gennaio la doccia fredda e l’aut aut dell’azienda, lavoro garantito solo a Cuneo poiché Trana chiuderà dal primo marzo. Gli operai ed impiegati di Trana, molti residenti in Val Susa e Val Sangone, hanno subito valutato la mossa del proprio datore di lavoro come un chiaro segno per disfarsi di 59 lavoratori in esubero: sola alternativa quella di trasferirsi a Cuneo o fare i pendolari con oltre duecento chilometri di viaggio al giorno.

Servizio su La Valsusa dell’11 febbraio.

Riccardo Salomoni

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