Nel 1610 la Grande Storia passò e si fermò per per qualche ora a Bruzolo, nel Castello.

400 anni dopo quell’evento, nel 2010, Massimo Novelli, su Repubblica, lo ricordava con queste parole:

“248  anni prima dell’ incontro fra Napoleone III e il conte di Cavour ai bagni di Plombières, che sancì l’ alleanza fra la Francia e il Piemonte, spianando la strada all’ Unità nazionale, a Bruzolo, in Valle di Susa, si provò a fare l’ Italia, o almeno una parte di essa, in netto anticipo sulla storia. Era la mattina del 21 aprile del 1610, una giornata di «malissimo tempo di vento», quando gli inviati di Enrico IV, re di Francia, giunsero al castello valsusino di proprietà del conte Cesare Grosso di Riva.

In serata arrivò Carlo Emanuele I, duca di Savoia, con il suo seguito.

Stava per concretizzarsi la lunga trattativa intercorsa fra i due sovrani, che, non più nemici come all’ epoca delle ostilità per il controllo del Marchesato di Saluzzo, doveva sfociare nella guerra congiunta a Filippo di Spagna e nella nascita conseguente di un nuovo Stato.

Sotto la corona sabauda, avrebbe compreso il Ducato di Milano, fino a quel momento in mano agli spagnoli. Il trattato, la lega offensiva e di assistenza fra Francia e Ducato di Savoia, sarebbero stati cementati dal matrimonio fra Elisabetta, figlia di Enrico IV, e il Principe di Piemonte.

Se tutto fosse andato come avrebbe dovuto andare, con ogni probabilità Alessandro Manzoni non avrebbe mai scritto «I promessi sposi».

Gli incontri si protrassero per qualche giorno. Poi il 25 di aprile, che cadeva di domenica, gli emissari del monarca di Francia e Carlo Emanuele apposero le loro firme in calce a due trattati redatti in francese.

Ma la sorte decise altrimenti. Il 14 maggio Enrico IV, l’ uomo che da ugonotto aveva scelto il cattolicesimo affermando che «Parigi val bene una messa», e che aveva sostenuto poi la tolleranza religiosa, venne assassinato nella capitale dal Ravaillac. Cioè da un cattolico fanatico.

Maria de’ Medici, diventata regina la notte precedente la morte del re, non seguì le sue orme. Volle perseguire invece una politica filospagnola, che vanificò il trattato del castello della Valle di Susa”.

Sempre nella  primavera del 2010, Bruzolo ricordò il Quattrocentesimo anniversario dei Trattati con una serie di eventi organizzati da Comune e associazioni .

Tra le iniziative, il cortometraggio, “La forza del Destino” – voluto da Marina Bergero, Daniele Croce e Valentina Rosso  che nel corso delle riprese, nei mesi di aprile e maggio, coinvolse numerosi abitanti improvvisatisi attori per mettere in scena delle vicende del ‘600 viste con gli occhi della povera gente.

Non mancarono appuntamenti culturali, veloci pennellate, per contestualizzare l’evento: il 27 maggio “Giuseppe Ollivero castellano” (A. Olivero) e “Storia e segreti del Castello” (A. Bonelli), il 1° giugno “Il Duca Carlo Emanuele I di Savoia” (don L. Crepaldi).

Nel fine settimana del 5 e 6 giugno i festeggiamenti avevano il proprio clou il pomeriggio con l’evento storico, organizzato con “Segusium”, dal titolo “Gli equilibri europei prima e dopo i Trattati di Bruzolo”, con P. Merlin, M. Minola e M. Cavargna, moderato dal presidente G. Bellicardi

Seguiva la consegna da parte del maestro compositore L. Pusceddu del brano “La mort du Roi”, commissionato dalla Società Filarmonica, al sindaco di Bruzolo Richiero.

La sera, dopo la recita delle belle poesie di Raffaella Marconcini, giungeva l’attesa prima del film “La forza del Destino”. Domenica 6, il paese ritornava al 1610: si partiva con una mattinata “turistica” con gli attori del film “La forza del Destino” e i figuranti del Gruppo Carlo Emanuele I di Asti che accompagnavano i visitatori alla scoperta degli angoli più caratteristici di Bruzolo tra cui i mulini e la seicentesca Fucina.

Dopo la messa, un buon pranzo e quindi il corteo al Castello per la rievocazione della firma del 1610 tra Ducato di Savoia e Regno di Francia, alla presenza di J. P. Festa, sindaco di Saint Bonnet (Francia), paese natale di Lesdiguières, uno dei firmatari del 1610, del sindaco M. Richiero, del consigliere provinciale A. Ferrentino e del presidente della Comunità Montana S. Plano. Infine, il concerto della Società Filarmonica con il brano “La mort du Roi” animato dalla “Compania dij borgh” (voce narrante Carlo Ravetto) e la merenda reale conclusiva.

Così 400 anni di distanza, nel 2010 il paese ricordò quei fugaci giorni in cui la Grande Storia passò fra i monti della Valle di Susa e si fermò a Bruzolo.

 

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