Domani, sabato 6 aprile, alle 18, alla libreria “La Città del Sole” di via Fontan 4, si svolgerà un incontro con Roberto Capocristi, scrittore valsusino (abita a Mompantero), già autore di numerosi romanzi, l’ultimo dei quali è “A sud”, vincitore della 5° edizione del premio letterario nazionale “Bukowski”, indetto a Viareggio.

Con l’autore dialogherà Giorgio Brezzo, redattore del settimanale La Valsusa.

Qui di seguito pubblichiamo la recensione del libro scritta da un alto bravissimo scrittore valsusino, Pierangelo Chiolero:

“E’ un libro diverso dai precedenti, tutti imperniati su vicende “gialle” più o meno tradizionali, in linea con una certa produzione narrativa americana tanto amata dall’autore. Questa diversità è evidenziata dalla trama, dai personaggi e da una forma narrativa riconosciuta ma ulteriormente migliorata. Il titolo ci porta a immaginare un viaggio, e di viaggio si tratta, non soltanto geografico come chiaramente appare, necessario per ragioni oggettive ma, soprattutto, un viaggio introspettivo.

Il giovane Jacopo, disoccupato e con poche risorse economiche è costretto a mettersi sulle tracce di una ragazza russa, Nastassja, provetta fotografa e titolare di alcune foto compromettenti che potrebbero fare incriminare Jacopo, coinvolto in una tentata rapina. La ragazza punta a sud, in… “luoghi non ben definiti che possono comprendere la Lunigiana come l’Africa sub sahariana”, località che con un po’ di fortuna si identificano nelle provincie di quell’Appennino tosco-emiliano-marchigiano (Lucca e Urbino) che corre verso il vero sud, quella costiera amalfitana tratteggiata con vigorose pennellate di colore.

Un viaggio nella provincia italiana povera ma di una bellezza incantata. Al viaggio si abbinano le donne, protagoniste indiscusse del romanzo, tutte piacevolmente belle e dotate: Michela la studentessa barista, Tiziana cantante del gruppo “Tizi and the dogs”, la già citata Nastassja detta Nasty, ma soprattutto Elena e Anna, con le quali Jacopo intreccia in tempi diversi un rapporto amoroso che pare superare il pur appagante rapporto sessuale.

Ci sono poi i cattivi  (Galed) e gli sprovveduti: i compagni di rapina, poi c’è l’automobile prestata da un amico, una vecchia Punto diesel chiazzata resina, coi pistoni “rimbambiti e un po’ arrugginiti“ , ci sono le bugie, dette per scherzo o per coprire carenze caratteriali, le canzoni, le bevute, le armi, i colori “pulp”, le battute surreali e quei colpi di scena che paiono “granate nella trincea”, tanto per citare l’autore. Naturalmente un finale in linea con le aspettative.

Il romanzo è scritto con fantasia e sensibilità, ironia nelle situazioni parossistiche, osservazioni acute e ricchezza di particolari, innumerevoli accenni musicali e culturali che ci fanno conoscere le distinte passioni dell’autore. Un libro che consiglio vivamente”.

Pierangelo Chiolero

© Riproduzione riservata