Venerdì 15 novembre il Comune e la Città Metropolitana hanno dato il via libera per il rientro nelle proprie abitazioni ai residenti di regione San Lorenzo.

Erano stati evacuati a causa delle disastrosa frana del 7 giugno 2018.

La gravità della colata detritica era stata tale da richiedere l’attivazione del Centro Operativo Comunale, che è tuttora in funzione, e l’emanazione da parte del Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza per una durata di 12 mesi, successivamente prorogato di un ulteriore anno.

Il pericolo per la pubblica incolumità ha reso necessarie, nell’immediato, oltre all’evacuazione della popolazione, la predisposizione di un piano speditivo che ha previsto la suddivisione dell’area compromessa in quattro zone, ognuna delle quali caratterizzata dall’adozione di specifiche azioni di protezione in relazione ai diversi tipi di allerta meteo.

Per quanto riguarda le opere di contenimento del rischio, la Regione è intervenuta con studi specifici redatti a cura del Settore Protezione Civile e condivisi con i Settori Regionali Geologico e Tecnico, la Città Metropolitana Settore Protezione Civile, l’Arpa Piemonte, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino e la Prefettura di Torino e i Carabinieri.

Ora sono stati completati gli interventi per una prima messa in sicurezza relativa al contenimento del trasporto solido in apice del conoide, e per il convogliamento delle portate liquide nei bacini di laminazione verso il recapito finale, con relativo Certificato di Regolare Esecuzione.

Sulla base dei lavori effettuati, delle certificazioni prodotte e delle condizioni individuate dal COM per la modifica del piano speditivo, ora è finalmente possibile il rientro a casa.

Oggi la sindaca Bruna Consolini ha infatti emesso il decreto per la modifica delle azioni da adottare nel piano speditivo, sulle quali, per maggiore chiarezza, è stato allegato un vademecum apposito.

Ampio servizio sul prossimo numero de La Valsusa in uscita giovedì 21 novembre.

Giorgio Brezzo

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