Dopo sette mesi di detenzione, oggi, giovedì 15 aprile, Dana Lauriola, l’attivista No Tav arrestata in settembre, è uscita dal carcere delle Vallette di Torino.

Finirà di scontare la sua pena, una condanna definitiva a due anni, agli arresti domiciliari.

Ieri, mercoledì 14, si è tenuta l’udienza di fronte al Tribunale di Sorveglianza, e oggi il giudice ha deliberato la sua scarcerazione, accogliendo la richiesta di misure alternative al carcere, pur rimanendo lei sottoposta a tutta una serie di restrizioni: ad esempio, le è stato fatto divieto assoluto di comunicare con qualsiasi appartenente al movimento No Tav.

Difesa dall’avvocata Valentina Colletta, Dana Lauriola aveva già in passato formulato la richiesta di poter scontare la pena fuori di prigione, ma questo non le era stato consentito perché, secondo i giudici, la necessità dell’arresto era giustificata dal fatto che Lauriola non si fosse dissociata dal movimento No Tav e che avesse scelto di abitare a Bussoleno, in Valle di Susa, elemento giudicato come un’aggravante.

La sua condanna le era stata comminata per aver partecipato ad un blocco dell’autostrada A32 nel 2012, durante il quale aveva illustrato agli automobilisti, attraverso un megafono, le ragioni della protesta No Tav.

La sua liberazione è stata anche oggetto di numerosi appelli ed interventi in merito da parte di intellettuali, giuristi e costituzionalisti, nonché di parecchi artisti, come Elio Germano, Giovanna Marini, Zerocalcare, Sabina Guzzanti, Erri De Luca e altri.

Giorgio Brezzo

 

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