“Pare brutto dirlo, dopo la visibilità ed il grande successo che il calcio femminile ha riscosso grazie a questi recenti Campionati Mondiali in Francia, ma se le società professionistiche non investiranno per incrementare il settore, soprattutto a livello giovanile, aprendo davvero le porte alle bambine, dopo tutto questo clamore, non cambierà niente. È poi è necessario che le giocatrici accedano al professionismo, come capita per gli uomini”.

Questa la spietata ma lucidissima analisi di Elena Del Gaudio, 35 anni, una segusina che oggi vive e lavora a Loano, con una gran bella carriera di calciatrice alle spalle, peraltro conclusa da poco.

“La mia passione per il calcio inizia fin da piccolina. Per fare un favore a mio padre, Mario Quaglino mi fece giocare con i maschietti, per un paio di mesi, sul vecchio campo di piazza d’Armi…Poi però dovetti aspettare fino ai 14 anni, quando andai a giocare con il Caprie Villaralmese, in serie C. Di seguito andai alla Juventus CVA, con cui passammo dalla C alla B. E lì andò bene, visto che arrivammo quarte. Giocavo sulla fascia, sia a destra che a sinistra, e piacqui al Milan, in serie A”.

Ampio servizio su La Valsusa dell’11 luglio.

Giorgio Brezzo

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