È una situazione surreale, al limite del grottesco, quella che stanno vivendo i medici di famiglia valsangonesi (ma più in generale piemontesi) per quel che riguarda il vaccino antinfluenzale.

Era infatti normale aspettarsi che quest’anno la domanda per il vaccino antinfluenzale sarebbe considerevolmente aumentata, come in effetti è accaduto, eppure, dopo i fallimenti inanellati nel tracciamento dei positivi, il sistema è riuscito ad andare in tilt anche su questo aspetto.

In particolare a Sangano e a Trana, dove operano quattro dottoresse di famiglia, i vaccini stanno arrivando con il contagocce.

Abbiamo ricevuto una prima fornitura di cento vaccini a testa, quindi 400 in totale”, spiega la dottoressa Daniela Pilan di Sangano.

La farmacia a cui ci appoggiamo fa fatica ad approvvigionarsi, perché, ci ha spiegato, è come comprare il biglietto per il concerto di un cantante famoso: tu sei pronto davanti al pc, ma qualcuno arrivato un secondo prima di te ti ‘soffia’ tutti i biglietti disponibili in quel momento”, aggiunge Pilan.

Eravamo abbastanza tranquille, in fondo ci sono stati sei mesi per predisporre le dosi per questa campagna vaccinale e invece…”.

Il risultato? Diverse date già programmate e per le quali erano stati prenotatati il Centropercento di Trana e la Pagoda di Sangano sono saltate insieme ai nervi di molti pazienti, alcuni dei quali hanno anche ingiustamente accusato le dottoresse di “imboscarsi” i vaccini per non si sa quale scopo occulto.

All’inizio di questa settimana, per fortuna, la farmacia è riuscita ad accaparrarsi 400 nuove dosi, cento per ciascun medico, e la campagna è potuta ripartire.

Servizio su La Valsusa del 12 novembre.

Alberto Tessa

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