Cronaca

Caprie, 45 anni di parrocchia di don Davì. Festa con… Dante Alighieri

Sarà la lettura dei versi del Sommo Poeta Dante Alighieri a dare l’inizio alla festa della Comunità di Caprie che, nel fine settimana, celebra i 45 di parrocchia di don Franco Davì.

L’appuntamento é sabato 25, alle 21, nella chiesa parrocchiale: “Seguir virtute e canoscenza”, è il titolo della ‘serata dantesca’ con la presentazione e il commento a più voci dei canti X, XXVI e XXXIII dell’Inferno della Divina Commedia

Domenica 26, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale verrà celebrata la Messa del ringraziamento.

Era proprio il 26 giugno del 1977 quando don Franco Davì faceva il suo ingresso nella parrocchia di Caprie. Aveva quarant’anni ma alle spalle già una lunga esperienza come pastore di comunità parrocchiali: a soli 27 anni era infatti stato nominato parroco delle frazioni della montagna condovese diventando così il parroco più giovane di tutta la provincia di Torino.

Don Franco ha da poco compiuto 85 anni ma è sempre sulla breccia: è il decano dei preti della bassa valle e continua a guidare la comunità capriese, ed anche quella di Novaretto dove è parroco dal 1987.

In questi 45 anni ha visto cambiare il volto di Caprie: “ Ormai i capriesi doc sono pochi. Molti arrivano da via – racconta don Franco – vengono qui solo a dormire e non mettono radici. Anche perchè spesso capita che quando i figli crescono, lasciano di nuovo il paese”. Quando don Franco è arrivato a Caprie, bambini e ragazzi erano numerosi: “ C’era l’asilo e la scuola elementare sia a Caprie sia a Novaretto. Adesso si fa fatica a fare le classi per l’esiguità dei numeri. La stessa cosa capita per il catechismo: in passato ogni anno una quindicina di ragazzi, per ognuna delle due parrocchie, faceva la Prima Comunione, adesso sono 6 o 7 in tutto”. Per non parlare di matrimoni: “ Qualche settimana fa ho celebrato un matrimonio a Novaretto dopo tre anni che non se ne facevano”.

L’unico dato che rimane costante è il numero di funerali: in tutti questi anni, don Franco ha celebrato le esequie di almeno 500 capriesi “ ma se aggiungiamo Novaretto superiamo quota 800”, aggiunge il parroco.

Ordinato il 29 giugno 1960, don Franco, che è nativo di Bussoleno, è stato viceparroco a Sant’Ambrogio, Milanere e Sant’Antonino prima di diventare il pastore delle varie parrocchie della montagna condovese e poi approdare a Caprie per sostituire don Michele Chiapusso: “ Allora Caprie era una realtà molto vivace – aggiunge don Davì – c’era la Bertone che dava lavoro a un centinaio di persone dando la precedenza alla gente del posto. Era un’azienda vivace, attenta al territorio. Il ‘ragioniere’ era un grande benefattore perchè amava il nostro territorio. Ora la Bertone non esiste più e mi auguro che quella fabbrica possa avere una nuova vita”.

Anche la cava di Caprie è ridimensionata rispetto al passato: “ E’ ancora attiva ma il lavoro estrattivo non è più quello di un tempo”, aggiunge don Franco.

Il ministero di don Davì non è rimasto chiuso ai confini del paese della bassa valle: si è dedicato a lungo all’insegnamento. “ Per vent’anni sono stato insegnante di religione all’istituto Maffei e poi per diverso tempo a borgata Lesna, al confine tra Grugliasco e Torino. Erano gli anni dell’immigrazione dal sud e quella era una realtà complessa”.

Don Franco, che si definisce “battagliero”, ha svolto un ruolo che andava ben al di là di quello del professore: “ C’erano famiglie che avevano situazioni difficili che si ripercuotevano anche a scuola. Spesso i ragazzi non erano seguiti a casa nel loro percorso scolastico. Ricordo che mi chiamò il preside e mi chiese se avessi potuto andare a trovare queste famiglie. Accettai e lo feci”. Così, al di fuori dell’orario scolastico, don Franco incontrava i genitori dei ragazzi: “ Magari mi rispondevano in malo modo al citofono ma appena capivano che ero un prete mi aprivano la porta di casa. Mi accoglievano subito con un ‘cicchetto’ e poi iniziavamo a parlare. Avevano molto rispetto per me. E cercavo di aprire un dialogo con loro”. Un po’ prete, un po’ assistente sociale. Don Franco ha chiuso la sua carriera scolastica a Bussoleno: “ Conoscevo tutti, è il mio paese ma erano anni complessi nei quali la politica entrava in tutti gli ambiti, anche a scuola”.

Ad 85 anni compiuti don Franco continua ad essere il parroco delle comunità di Caprie e Novaretto (“ che sono profondamente diverse tra loro”) e svolge il suo ministero con la gioia nel cuore: “ Sono vecchio ma fin che posso vado avanti. So bene che non ci sono giovani sacerdoti che possano sostituirmi. Certo che però il futuro delle nostre parrocchie è un argomento che dovrà essere affrontato, e anche in fretta”. Saranno i laici che potranno guidare le parrocchie? “ I tempi sono ancora lunghi. Non abbiamo laici abbastanza preparati. Però, francamente, non so quale possa essere la soluzione”.

Cosa pensa di fare don Franco nei prossimi anni? E’ lui che ce lo dice con un grande sorriso e tanta serenità: “ Il mio futuro? In una casa di riposo ma non so quale. La nostra diocesi non ha una casa per i preti anziani. So che ce ne sono a Torino, pare si stia anche bene però…”. Però è ancora troppo presto per pensarci…. Don Franco che in questi giorni festeggia i 45 anni di parrocchia a Caprie e i 62 di ordinazione ha mille impegni.

Carmen Taglietto

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