Nell’immaginario comune le bocce sono viste come un passatempo per “parinot”, per anziani annoiati, ma, in realtà, esse sono un vero e proprio sport che attrae anche numerosi giovani e giovanissimi e la Boccia paralimpica, praticata da persone con disabilità fisiche più o meno gravi, pare essere tutto fuorché semplice, anche per una persona “normodotata”.

Lo ha spiegato bene, col suo esempio, la torinese Carlotta Visconti, ventitreenne campionessa italiana paralimpica di Boccia che, giovedì 7 marzo, accompagnata da papà Davide, ha incontrato gli allievi dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Giaveno.

Articolo completo su La Valsusa del 14 marzo.

Alberto Tessa

© Riproduzione riservata