La sala consigliare di Caselette è ora intitolata a Bruno Caccia, magistrato cuneese ucciso dall’ndrangheta nel 1983 nei pressi della sua casa a Torino.

La richiesta è partita dai membri del neo-eletto consiglio comunale dei ragazzi, da un progetto sulla legalità portato avanti nell’istituto comprensivo di Caselette in collaborazione dell’Associazione Calabresi Alpignano e Caselette.

La cerimonia di intitolazione si è svolta sabato 30 marzo scorso con numerosi interventi importanti. Hanno parlato: Pasquale Lo Tufo quale presidente dell’Associazione Calabresi, Nino Boeti in qualità di presidente del Consiglio Regionale, Wilma Gallo in rappresentanza dell’Istituto comprensivo, Andrea Oliva sindaco di Alpignano.

A fare gli onori di casa il sindaco Pacifico Banchieri e il “sindachino” Emanuele Palermo, che hanno spiegato il perché dell’iniziativa.

Ma gli interventi più forti sono stati chiaramente quelli di Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, e di Paola Caccia, figlia di Bruno Caccia, che hanno portato il loro punto di vista purtroppo privilegiato sugli effetti terribili della mafia e dell’ndrangheta.

“Non è proprio il caso che mi ringraziate di essere qui, sono io ad essere onorata di partecipare a questa intitolazione. A mio padre sono state intitolate delle strade e una biblioteca, ma è la prima volta di una sala consigliare. Questo è importante perchè è in questo che davvero si prendono le decisioni che possono fare la differenza nella lotta alle mafie”.

Articolo completo su La Valsusa del 04 aprile 2019.

Paola Bertolotto

 

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