Un Ferragosto a base di rave party è la voce che si rincorreva sui social e non solo nel fine settimana del 15 e 16 agosto a proposito della festa organizzata al Lago Baronis di Trana.

In tempi di Covid tanto è bastato per scatenare un certo allarme, seguito da critiche, accuse, invettive verso gli organizzatori e l’amministrazione comunale.

“Musica a tutto volume, urla disumane, parcheggio selvaggio, ma soprattutto nessuna regola, nessun distanziamento sociale e rischio di un focolaio nel cuore della Val Sangone” è la sintesi dei tantissimi post generati dal tam tam tra residenti a proposito di “Ferragosto Open Air 2020”.

Nella notte tra sabato e domenica inoltre una vettura ha urtato ed abbattuto parte della recinzione di una casa non molto distante dal luogo della festa, confermando come la situazione stesse ormai “degenerando”, proprio come in ogni rave che si rispetti.

In realtà le cose sono andate diversamente, come hanno confermato tanti tranesi, anche non giovanissimi, che hanno voluto fare un salto per vedere di che si trattava e per prendersi un caffè o un gelato.

“Si trattava di una festa autorizzata, in regola e durante la quale sono state rispettate tutte le norme di sicurezza e di prevenzione sanitaria” spiega Fulvio Martinasso dell’associazione Evergreen che gestisce il lago Baronis e l’area attrezzata che lo circonda.

“I ragazzi di SuperG ci hanno chiesto di poter organizzare da noi questo meeting ferragostano e per noi non ci sono stati problemi a dire di sì, trattandosi di professionisti del settore, seri e scrupolosi e lo si è visto”. L’iniziativa ha attirato oltre 500 presenze nell’arco del fine settimana ferragostano.

Servizio su La Valsusa del 27 agosto.

Riccardo Salomoni

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