La Val Sangone ha l’opportunità di entrare nell’osservatorio italiano per lo studio della radiazione cosmica ad altissima energia.

La valle potrebbe ospitare un giorno, non così lontano nel tempo, uno dei sofisticati telescopi, o meglio, uno dei rivelatori di particelle che, ad oggi, sono disseminati in una sessantina di scuole in tutta Italia ed enti di ricerca a comporre un complesso e unico sistema di osservazione dello spazio profondo.

L’annuncio è stato dato venerdì 10 maggio in una conferenza stampa che si è tenuta nell’aula magna del Cern (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) di Ginevra, là dove sono state svelate al mondo le più importanti scoperte scientifiche.

Davanti ad una platea di amministratori, imprenditori e professori valsangonesi, il ricercatore reanese Ivan Gnesi e il vicesindaco di Reano Giuseppe Morra hanno spiegato il progetto che, in via preferenziale, chiama ora in causa la Val Sangone e le due scuole Superiori del suo territorio, il Pascal di Giaveno e lo Scafidi di Sangano.

L’unicità di questo progetto, denominato Extreme Energy Events (EEE), promosso dal Centro Enrico Fermi di Roma (ente di ricerca che nasce dal recupero del famoso Istituto di Fisica di via Panisperna a Roma dove Fermi ed il suo gruppo diedero inizio alla Fisica Nucleare) e condotto in collaborazione con il Cern e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sta sia nell’apertura al mondo della comunità scientifica di alto livello, in questo caso gli studenti, a dimostrazione che il mondo della ricerca non è solo appannaggio di pochi eletti, sia nella creazione di un sistema di acquisizione dati diffuso su tutto il territorio nazionale.

Ampio servizio su La Valsusa del 16 maggio.

Anita Zolfini

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