A chi, come il centauro giavenese Cesare Zacchetti, ha sulle spalle tre Dakar, i circa 2300 chilometri della Transanatolia, gara disputatasi in Turchia dall’11 al 18 settembre scorsi, devono essere sembrati quasi una passeggiata, una competizione da usare come allenamento per la Dakar 2022 che, ancora una volta, si svolgerà il prossimo gennaio in Arabia Saudita.

È stata un’esperienza fantastica, una gara il cui percorso si è dipanato per quasi l’intera lunghezza in montagna, a una media di 2500 metri di altitudine, con picchi di 3000 metri, cime su cui sia i motori sia i nostri corpi sentivano di più la fatica”, commenta Zacchetti che, a bordo della sua moto da enduro, si è classificato al secondo posto assoluto fra i motociclisti, su un podio tutto italiano (fra Alberto Bertoldi, primo, e Michele Cotti, terzo).

La moto, anche se non era quella da rally che normalmente usavo nella Dakar, si è comportata bene e se non avessi commesso io qualche piccolo errore sarei potuto arrivare primo”.

Articolo completo su La Valsusa del 23 settembre.

 

 

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