Molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. 

Leggere questa frase oggi fa un certo effetto, perché l’altrove è esplorabile solo con la mente, con l’immaginazione o con la memoria. Eppure tante persone sono cresciute con quel monito: appena avrai l’occasione, salta sul primo aereo, scappa, punta sempre verso nuovi orizzonti.

Sono sempre di più, infatti, i giovani che si lasciano l’Italia alle spalle, chi per qualche mese, chi per la vita. Anche tra i giovani valsusini qualcuno sogna ancora l’America, qualcun altro vola a Londra per studiare inglese, altri completano l’esperienza universitaria in Erasmus, ma l’insorgere del coronavirus ha cambiato le carte in tavola, perché quella che per un po’ è stata raccontata come un’emergenza localizzata è diventata sempre più globale e, gradualmente, è arrivata dappertutto, sconvolgendo i piani.

Sul prossimo numero de La Valsusa troverete le storie di Arli Dervishi, Chiara Ferrando e Nicolò Anselmetto, tre giovani valsusini che per motivi di lavoro e di studio si trovano o si trovavano all’estero nelle ultime settimane.

Articolo completo su La Valsusa di giovedì 16 aprile.

Alessia Taglianetti

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