C’è una deadline che è l’11 marzo, quando il cda di Telt dovrà decidere sui bandi di gara. Se per quella data il governo non invierà una lettera per sbloccarli, chiedo che il Consiglio regionale individui un modo per dare la parola ai piemontesi magari in concomitanza con le elezioni regionali – per chiedere cosa pensino non della Tav, sulla quale si sono già espressi favorevolmente, ma sul fatto che il governo Conte, Di Maio, Salvini intende bloccare l’opera”, così il presidente della Giunta regionale, Sergio Chiamparino, è intervenuto in Aula martedì 26 febbraio per chiedere di verificare la fattibilità di una consultazione popolare sulla Torino-Lione.
“Non so quanti posti di lavoro si perderebbero se non si facesse la Torino-Lione, quello che so con certezza, è che se si bloccano i cantieri mille persone che oggi vi stanno lavorando, andranno in cassa integrazione”, ha concluso.

Ferma l’opposizione del Movimento 5 Stelle per voce dei consiglieri Giorgio Bertola, Davide Bono, Mauro Campo, Francesca Frediani e Federico Valetti: “Siamo qui di nuovo a parlare di Tav, ma ai piemontesi in questo momento serve che il bilancio regionale venga approvato. A Chiamparino non interessano i problemi dei piemontesi, ma solo la Torino-Lione e vuole far perdere tempo e denaro per una cosa che non si può fare. Il Piemonte è stato messo in ginocchio dalla vicenda firme false, dal grattacielo mai finito, dallo scandalo Finpiemonte. Questa opera deve essere fermata, non accettiamo nessuna ipotesi che preveda la realizzazione del tunnel di base”.
Andrea Fluttero, Angelo Luca Bona e Andrea Tronzano (Fi) hanno spiegato che “siamo da sempre favorevoli ai referendum. Rispetto però alla proposta di consultazione popolare del Presidente Chiamparino sulla TAV da effettuarsi in contemporanea con le elezioni del 26 maggio, siamo perplessi sulla sua reale utilità. È di tutta evidenza che il ricorso alla consultazione popolare rischi di essere letto come strumentale alla prossima campagna elettorale, indebolendo un argomento invece strategico come quello della Tav. Se il M5s, da sempre contrario, vincerà le elezioni regionali i piemontesi dimostreranno di essere contrari all’opera””.
Di “boutade di stampo elettorale” ha parlato il gruppo Fratelli d’Italia con Roberto Ravello e Giuseppe Policaro. “Siamo stati i primi a proporre una consultazione popolare. Il centrodestra è da sempre favorevole allo sviluppo sostenibile, al lavoro, alla tutela dell’ambiente, contro le ideologie del partito del no a prescindere. Dobbiamo essere credibili, come ha anche detto il ministro Tria, e i contratti e gli accordi vanno rispettati. Non vediamo la stessa coerenza nelle forze che sostengono Chiamparino, ancora oggi ci sono esponenti ambigui sul tema grandi opere”.
In difesa dell’opera e della proposta di Chiamparino il gruppo Pd con Domenico Ravetti, Andrea Appiano, Nadia Conticelli e Antonio Ferrentino: “L’atteggiamento del M5s non è nuovo, da tempo sappiamo cosa pensano sul Tav, all’opposto di cosa pensiamo noi e cosa pensa la Lega. Quando diciamo che vogliamo tutelare interessi del Piemonte, nella riflessione c’è sicuramente la preoccupazione per il futuro della regione. Fa sorridere pensare che in Valsusa ci siano tunnel di serie A e di serie B mentre in tutte le Alpi si scavano sei gallerie di identiche dimensioni. Dateci una piattaforma informatica, dei gazebo, dei fogli e delle biro e mettiamo i piemontesi in condizioni di pronunciarsi sul proprio futuro, smascherando cinismo e ipocrisia”.
La memoria digitale ci ricorda che il Pd non è sempre stato così favorevole all’opera, a cominciare dal sindaco di Susa e da molti amministratori valsusini – ha spiegato Gianluca Vignale (Mns) – riteniamo indispensabile la realizzazione della Tav, ma non è la risoluzione dei problemi del Piemonte e per il Pd diventa uno strumento di propaganda politica per coprire quello che non ha fatto in questi cinque anni”.
Per Benito Sinatora (Lega) “siamo da sempre d’accordo sul referendum, si dia la parola ai cittadini. Salvini è per realizzare l’opera contenendo i costi. Ma il Pd guardi alle sue contraddizioni, ci sono importanti sindaci No Tav tra le sue fila, e si parli anche del fallimento del grattacielo”.

“Ognuno deve fare i conti con le proprie contraddizioni – è la posizione di Marco Grimaldi (Leu) – I 5 Stelle sono al governo col Sì Tav Salvini, noi governiamo la Regione col Sì Tav Chiamparino. Esiste una dialettica fra noi? Certo. Ma di sicuro non farei cambio di alleato”.

In conclusione di dibattito Chiamparino ha detto che scriverà al Ministro dell’Interno per verificare la possibilità di svolgere la consultazione popolare in concomitanza con le elezioni regionali.
Il Consiglio ha quindi approvato una mozione di sostegno all’iniziativa del presidente della Giunta, a prima firma Antonio Ferrentino (Pd). Respinti 11 ordini del giorno del M5s che chiedevano consultazioni popolari su altrettante linee ferroviarie piemontesi.

 

Il testo dell’Ordine del Giorno

approvato dal Consiglio Regionale

OGGETTO: Analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione. Necessario e urgente un approfondimento tecnico e giuridico per scongiurare il non completamento dell’opera.

Premesso che

  • con un ritardo gravissimo e ingiustificabile, dopo molte settimane di attesa, è stata finalmente pubblicata in data odierna sul sito del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti – e messa dunque a disposizione del Governo e del Parlamento italiano – l’Analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione redatta dal Gruppo di lavoro sulla valutazione dei progetti, nonché la connessa relazione tecnico-giuridica;
  • nelle conclusioni del suddetto documento si legge che “l’analisi condotta mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa”;

ritenuto che

  • tale valutazione negativa si fondi, innanzitutto, sulla considerazione che lo spostamento modale dalla strada alla ferrovia sia “socialmente inefficiente” e che il conseguente beneficio economico risulti, in realtà, “minore della perdita di accise e di pedaggi”, attribuendo così un valore altamente positivo a quest’ultimi, sottovalutando del tutto, in tal modo, i pesanti danni ambientali e di incidentalità dovuti al transito veicolare e sovvertendo, peraltro, le considerazioni alla base della realizzazione delle linee ferroviarie, a maggior ragione in un contesto vallivo. Le principali nazioni dell’arco alpino hanno, infatti, da tempo promosso politiche di incentivo al trasporto su ferro a discapito di quello su gomma, in ragione del suo un minore impatto ambientale, nonché del suo più contenuto consumo di petrolio importato;
  • la valutazione negativa del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione si fondi, inoltre, sulla previsione di un raddoppio della capacità di attraversamento autostradale dei due valichi dell’arco alpino, attualmente di circa 13.500 veicoli al giorno, che si stima diverranno 30.000 con l’entrata in esercizio, prevista per il 2021, della seconda canna del Frejus;

verificato che

  • da come si evince dalla lettura della sopra ricordata analisi tecnico-giuridica, in caso di scioglimento del progetto della Tav il costo per il nostro Paese, tra penali e rimborsi, potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi di euro;

evidenziato come

  • il collegamento ferroviario Torino-Lione sia parte fondamentale e imprescindibile di un collegamento ben più ampio che, per quanto concerne il nostro Paese, mira a connettere il nord-est con il nord-ovest e il terzo valico, intercettando, così, anche il traffico merci proveniente dai porti liguri. Per l’Italia le ricadute, sotto questo punto di vista, sarebbero davvero notevoli, consentendo alle merci in transito dal porto di Genova di raggiungere i centri industriali europei in tempi più rapidi e, quindi, di fare davvero concorrenza ai grandi scali marittimi del Nord Europa;
  • il collegamento ferroviario Torino-Lione sia, dunque, un’opera strategica per realizzare quel riequilibrio fra le diverse modalità di trasporto che è oggi considerato un obiettivo strategico, di primaria importanza, a livello europeo. A tal proposito, l’attuale valico ferroviario del Frejus non risulta idoneo, per dimensione e posizione, a rendere competitivo il trasporto su ferro su questo asse (si consideri, infatti, che su tale direttiva, proprio perché non risulta competitivo il trasporto su ferro, ben il 93% del traffico merci avviene ancora su gomma);

ribadito, infine, che

  • da quanto sopra evidenziato si delinea, pertanto, uno scenario molto preoccupante, con conseguenze gravi che rischiano di penalizzare fortemente l’economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle regioni del nord Italia, in primis del Piemonte;

visto che

  • il presidente Chiamparino ha manifestato al Consiglio la volontà di dare voce ai cittadini piemontesi;

 

IMPEGNA

la Giunta regionale del Piemonte

  • a promuovere, in ogni sede possibile, un approfondimento tecnico e giuridico urgente, anche attraverso il contributo di personalità appartenenti al mondo accademico piemontese, sugli elementi fortemente controversi emersi dall’Analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione redatta dal Gruppo di lavoro sulla valutazione dei progetti, al fine di scongiurare il non completamento di un’opera il cui valore va valutato in un arco temporale di almeno 100-150 anni;
  • nella non auspicata ipotesi che TELT sia ancora indotta a bloccare i bandi di gara per il proseguimento dell’opera, a verificare ogni possibile soluzione per permettere ai cittadini piemontesi di potersi esprimere anche con l’abbinamento alle elezioni del 26 maggio 2019.

 

Torino, 26 febbraio 2019

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