Alta Valle

Chiomonte. La “Festa d’autunno” per riscoprire luoghi, tradizioni e la comunità

I Parenaperde alla "Festa d'autunno" (foto di Diego Fabbri)
I Parenaperde alla “Festa d’autunno” (foto di Diego Fabbri)

Festa d’autunno, domenica 9 novembre, “un evento per riscoprire luoghi antichi, tradizioni di montagna e il calore della comunità” promosso e organizzato dal Circolo Ricreativo della Ramats.
Un percorso che ha collegato forni, cantine, i resti del mulino a vento, cappelle e campi, per secoli luoghi della vita di borgata, all’insegna del vino e del pane.
Oltre centocinquanta i partecipanti. Alle 9 raduno davanti al Circolo. Tre i gruppi con partenze scaglionate. Dal forno di fronte al Circolo il cammino si è snodato tra vicoli e sentieri fino alla Maison, toccando la chiesa parrocchiale, i campi di lavanda, il maceratoio della canapa, il mulino, i forni di borgata e le cantine, con la guida di esperti del posto. A Sant’Andrea, sosta alla cappella per ammirare e raccontare gli affreschi.
«Abbiamo proposto un itinerario tra le borgate che contraddistinguono la Ramats, pensato per far vedere come funzionava la vita di montagna», raccontano dal direttivo del Circolo.
Tra i momenti salienti, il riavvio dei forni comunitari. Oggi sono tre quelli funzionanti, alle borgate Maison, Sant’Antonio e San Giuseppe. La dimostrazione di panificazione, con i pani preparati sabato 8, è stata documentata in un video condiviso con i partecipanti. I forni di borgata sono strutture in pietra, scaldate a legna e condivise tra le famiglie. L’impasto tipico, con farina di segale e cereali coltivati in quota, acqua, sale e lievito, fermentava per ore.
Le cantine hanno offerto l’altro asse della visita contraddistinta dall’assaggio del vino di venti giorni tra le attrezzature della viticoltura alpina. Nelle cantine non più in uso erano esposti tini, utensili di vigna, la trebbia, “l’avantoir”. Il vino, presente in zona sin dall’antichità, è stato per secoli alimento, moneta di scambio e rendita. Intorno alla coltivazione della vite si sono sviluppati e trasmessi saperi che raccontano la storia di questa montagna dove da secoli si produce l’Avanà, “l’oro rosso”. Ogni tappa è stata accompagnata da un glossario nel patois occitano locale, a dimostrazione di come la tecnica abiti anche il linguaggio.
Il cibo ha accolto e accompagnato la visita.
Dopo il pranzo, alla pista da ballo sono arrivati gofri, caldarroste e il vino nuovo.
L’esibizione dei Parenaperde, con la musica tradizionale dell’Alta Valle, ha riempito lo spazio di ballerini e ascoltatori.

La preparazione dei prodotti (foto di Diego Fabbri)

L’aperitivo ha proposto le classiche torte d’erbe, focacce ripiene di verdure nelle diverse ricette preparate dagli abitanti delle borgate: patate e cipolle, barbabietole con patate, mele.
“Forni e Cantine” inaugura la formula ampliata della festa delle cantine: un sistema che mette al centro la cultura materiale della borgata delle Alpi Cozie. Con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte e del Comune di Chiomonte, e la partecipazione di Sindaco, vicesindaco, assessore e consiglieri, l’evento è preludio alle iniziative per il cinquecentenario del Gran Pertus. Il calendario, in programma dal 2026 al 2033, vedrà nella Ramats, via di ingresso naturale all’opera, uno dei poli principali.

Cristina Bruno

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