Lei è Lucrezia Bono, ha 32 anni, è consigliere comunale e sarà candidata sindaca a Chiomonte per una lista civica.

Nell’ottobre 2015 gestiva un bar che, di notte, venne devastato dai vandali. L’unica colpa di Lucrezia? Servire le colazioni ai lavoratori impegnati nel cantiere Tav della Maddalena (leggi qui l’articolo)

Oggi, sabato 9 febbraio, Lucrezia Bono è  intervenuta alla presentazione del Manifesto per il “Piemonte del si’” di Sergio Chiamparino e ha raccontato la sua esperienza di giovane amministratrice valsusina e di quanto la realizzazione della Torino-Lione ha cambiato la vita dei residenti a Chiomonte.

“Abbiamo bisogno – ha detto – di non essere mai più lasciati soli. Chiediamo di sentirci parte di un progetto comune che già c’é, noi lo sappiamo, lo viviamo da anni. La divisione tra no tav e sì tav ha creato divisioni nel nostro paese di 860 abitanti, dove ci conosciamo tutti. Famiglie da sempre vicine improvvisamente si sono trovate divise tra chi é a favore dell’opera e chi no. Io stessa ne ho subito le conseguenze”.

Lucrezia nel 2015 gestiva un bar dove ha sempre cercato di superare e le divisioni sull’opera, “dove gli operai e le persone contrarie all’opera facevano colazione insieme”. Il locale é stato oggetto, qualche anno fa di un brutto episodio con le vetrine danneggiate e scritte contro di lei .

“Il 40% delle attività commerciali di Chiomonte – ha raccontato Lucrezia – ha chiuso. Quest’anno la stazione sciistica del Frais é ferma”. Ancora: “Sono la moglie di un operaio che lavora nel cantiere tav di Chiomonte e tutti giorni chi va da lì  si trova davanti, all’esterno, la scritta ’morirete tutti d’amianto’. Non mi sembra giusto”.

“Tutti gli 860 abitanti di Chiomonte hanno modificato la loro vita in funzione di questo cantiere ed ora, da qualche tempo – ha aggiunto – ci siamo ritrovati con un pugno di mosche: un cantiere blindato ma vuoto. Di quanti fanno parte delle maestranze, alcuni sono in cassa integrazione, altri sono andati a lavorare all’estero, magari in Francia. Questa é una presa in giro”.

“Chiediamo di non essere lasciati più soli – ha concluso – chiediamo di sentirci parte di un progetto che c’é, abbiamo bisogno di dire basta a queste contrapposizioni e vogliamo una prospettiva seria e lungimirante per le nostre splendide montagne”.

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