Che la violenza sia sempre esistita fra gli esseri umani è cosa risaputa, ma le forme che essa sta assumendo nella società contemporanea talvolta non sono così immediatamente percettibili. Con l’informatizzazione di massa la violenza si è fatta più subdola e nascosta: il bulletto che un tempo “regnava” soltanto a scuola, per esempio, oggi può infastidire le sue vittime ventiquattro ore al giorno, nascondendosi dietro un monitor. Accanto a questi soprusi più “tecnologici” continuano però a persistere anche aggressioni più “tradizionali”, fisiche e psicologiche. Sulla violenza in tutte le sue forme, perpetrate anche e soprattutto a livello locale, ha deciso di indagare il giornalista villarbassese Marco Scarzello, all’interno del suo nuovo libro intitolato “L’assuefazione alla violenza” (Giancarlo Zedda editore, 136 pagine, 13 euro). “L’aggressività è diventata una costante nelle relazioni umane, la modalità sempre più frequente con la quale si affrontano i conflitti. Stiamo progressivamente regredendo all’epoca di clave e caverne — scrive, senza mezzi termini, nella prefazione, Scarzello che gestisce il sito di informazione locale www.cosechesuccedono.it — Nella società della comunicazione, paradossalmente, il dialogo tra le persone scompare, sommerso da insulti e gestacci. I social network diffondono odio. I politici si offendono reciprocamente. Negli stadi i tifosi si menano, e si muore”. Non bisogna andare troppo distante geograficamente per dare ragione a Scarzello e scovare fatti di sangue anche gravi scaturiti da motivi futili, persino ridicoli. Il libro è un’analisi dettagliata di questi fenomeni ottenuta portando ad esempio fatti di cronaca più o meno recenti realmente accaduti, statistiche e approfondimenti per comprendere pienamente l’ampiezza di un fenomeno davvero sottovalutato. Il lettore potrà trovare, all’interno del libro, anche le interviste a Mirella Botto (Istituto “Giulio Natta” di Rivoli), a Maria Teresa Furci (scuola “Drovetti” di Torino), a Giovanni Ghibaudi (Centro Mediazione Torino), a Maria Giovanna Musone (avvocato torinese che si occupa prevalentemente di queste tematiche), a Cinzia Ravallese (scuola “Margherita Hack” di Villarbasse), a Davide Rosso (psicologo) e a Rosaria Rita Sforza (Sostituto commissario della Polizia di Rivoli). L’intento di Scarzello è di fare conoscere le tematiche esposte nel suo libro soprattutto fra i giovani e i giovanissimi; presto, infatti, “L’assuefazione alla violenza” sarà presentato in alcune scuole delle nostre valli.

Alberto Tessa

Il giornalista Marco Scarzello

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