C’è soddisfazione in chi ha lavorato per fare delle tracce materiali di un lavoro antico un’iniziativa di valorizzazione culturale e sociale e una bella possibilità di frequentazione escursionista.

Soddisfazione per aver realizzato, in quattro anni, un sentiero oggi praticabile, segnalato e che mette in mostra diverse macine in pietra, capace di destare un misto di incanto, sorpresa e ricordo di un lavoro sulle montagne, faticoso, di scalpellini o contadini che abitavano i pendii della “Cara Secca” dediti all’estrazione e lavorazione a mano della pietra per farne “ruote” da destinare ai mulini per macinare i cereali, presenti numerosi in valle e in pianura e fino a Torino.

Da maggio scorso Coazze ha un nuovo itinerario a disposizione dei sempre più numerosi amanti delle camminate, il “Sentiero delle Macine”.

Già dal centro del paese, nel Parco della Rimembranza di piazza della Vittoria, la presenza di una bacheca informativa e di due macine sollecitano il pensiero a compiere questa escursione di 4,8 chilometri, con un dislivello di 280 m, che da Coazze raggiunge il confine montano con i vicini territori di Valgioie e Giaveno.

Articolo completo su La Valsusa del primo agosto (all’interno dello Speciale Estate).

Alessandra Maritano

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